«Questa petizione non ha alcuno scopo politico, è solo un'iniziativa di etica civiltà». Così Angelo De Biase, ex assessore alle finanze ma, nella circostanza, cittadino deluso, se non indispettito da quanto accaduto, presentando la raccolta firme on-line da lui lanciata sul sito Change.org.
Obiettivo, «abolire il privilegio della Regione Puglia relativo al trattamento di fine mandato». Il provvedimento, come noto, è stato votato dal consiglio regionale, ma la petizione è diretta al presidente ella giunta pugliese, Michele Emiliano, «perché sul punto ancora non si è espresso», dice De Biase.
«Il 6 agosto 2021 i consiglieri regionali pugliesi, ad eccezione di pochi (cinque) - premette la petizione -, hanno reintrodotto il privilegio del "trattamento indennitario" che era stato abolito nel novembre del 2012. Questo privilegio è stato reintrodotto grazie ad un emendamento al quale non è seguita alcuna discussione, e nell'oblio mediatico».
Chiarito lo scenario, questa è la presa di posizione: «Questo brutto esempio di politica amministrativa, purtroppo, rappresenta perfettamente l'idea della politica non come attività al servizio del bene comune, ma fine a se stessa. In un momento in cui la pandemia ha distrutto la salute di migliaia di cittadini, vanificato gli sforzi di una vita per migliaia di aziende che sono state costrette a chiudere, gettato nella disperazione migliaia di lavoratori licenziati con un sms, accresciuto il divario sociale e le disparità economiche, evidenziato chiaramente le criticità del nostro sistema sanitario e assistenziale, i nostri consiglieri regionali trovano il modo di aumentare i propri introiti, reintroducendo un privilegio abolito nel 2012».
Dal punto di vista economico «ho letto che da un calcolo approssimativo la somma da appostare a bilancio dovrebbe essere di circa 9 milioni - riferisce De Biase nella petizione -: è l'equivalente del costo di realizzazione di 90 alloggi, dello stipendio pagato da un'azienda a circa 50 giovani per nove anni, di una somma che potrebbe alimentare un fondo in favore del microcredito per circa 90 milioni, un aiuto da 500 euro a 18.000 persone in difficoltà. Rocco D'Ambrosio, su Repubblica, ha scritto "vergogna ", ma la vergogna la provano coloro che hanno un senso del pudore della decenza. Proviamo allora, con questa petizione, a rendere la nostra società più equa: a volte le rivoluzioni nascono da piccoli gesti».
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