L'RSU Amet, Flaei Cisl e Ugl chimici energia Puglia hanno indetto lo stato di agitazione per i seguenti motivi:
-assenza di un piano industriale;
-lassismo in merito alla decisione se operare o meno nel mercato libero;
-disorganizzazione del lavoro e mancata riorganizzazione aziendale;
- cronica assenza di personale con conseguenza di eccessivi carichi di lavoro oltre alla grave pressione a cui sono sottoposti gli operai esposti direttamente al rischio della sicurezza;
-assenza di investimenti in termini di sviluppo e potenziamento della rete di distribuzione elettrica in M.T. e B.T.;
- assenza di strategie aziendali mirate a limitare il grave danno economico arrecato alle casse di Amet in materia di recupero crediti superiore a una decina milioni di euro;
-violazione della normativa del CCNL in materia di turni di reperibilità, lavoro straordinario, mutamento e affidamento mansioni superiori autorizzate a tempo indeterminato nonostante i diritti dei lavoratori di aver da anni già maturato il diritto alla promozione automatica;
- mancata riqualificazione del personale;
- mancata presentazione del progetto premio di risultato anno 2021.
Con la presente le sigle chiedono al prefetto “un cortese e autorevole intervento con la convocazione delle parti per esperire la procedura di legge in oggetto al fine di migliorare la sicurezza sul lavoro e ristabilire condizioni lavorative accettabili oltre ad istaurare un clima di distensione nell'azienda”.
In questa seconda fase di proclamazione dello stato di agitazione si legge che “è notorio che in azienda persiste un diffuso degrado organizzativo e un malessere lavorativo che sta sempre più comportando gravi sofferenze dal punto di vista psicofisico della sicurezza e salute dei lavoratori […]. Pertanto nel riscontrare il perdurare di una strategia aziendale in perenne stato di emergenza gestionale e confusionale è stato riconfermato lo stato di agitazione a tempo indeterminato”.
