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Riti civili a Trani, il fotografo Zitoli: «L'ufficio preposto disincentiva le celebrazioni»

«“Questo matrimonio non s'ha da fare, né domani, né mai”: non abbiamo il calendario 2023!». Inizia così la lettera aperta di un fotografo tranese, Luciano Zitoli, che ha denunciato quanto accaduto a due futuri sposi.

«Egregio Sig. Sindaco, volevo portare a Sua conoscenza un increscioso e becero episodio che ha interessato due cittadini tranesi che avevano intenzione di unirsi in matrimonio a Trani il 2 luglio 2023, ma che hanno avuto “il ben servito” dagli Uffici di Stato Civile del Comune di Trani quasi fossero personaggi di una rivisitata, quanto mai fantasiosa, rievocazione dei Promessi Sposi.

In premessa, ritengo doveroso e opportuno esporle un breve riepilogo di come e perché a Trani si è pensato di celebrare i riti civili in una veste unica al mondo. La bellezza unica della nostra Città, di cui tutti i tranesi e non, sono innamorati, porta nel nostro territorio un considerevole numero di turisti rimanendone a dir poco incantati!

Nel 2012, fu il "suggeritore" che propose all’allora Amministrazione comunale di predisporre un regolamento ad hoc che consentisse di scegliere la nostra Città a chi avesse il piacere o il desiderio di celebrare uno dei momenti più belli della propria vita. Da quel momento forse, qualcosa cominciò a cambiare. Infatti arrivavano persone da ogni luogo, anche alcuni personaggi in voga, che alla vista della nostra Città, rimanevano incantati e desiderosi di dover pagare profumatamente la location del proprio rito civile, decidendo di immortalare quel giorno in una cornice unica. Il risultato che si intendeva raggiungere, e che aveva preso piede con un incremento considerevole delle celebrazioni, non era solo il pagamento di centinaia di euro che entravano nelle casse comunali, ma l’avvio di un vero e proprio processo virtuoso che coinvolgesse anche le imprese del territorio e una propaganda del tutto gratuita della Città in tutto il mondo. Pubblicità di cui Trani, in verità, non ha mai avuto bisogno ma che, nella sua attuale formulazione avrebbe attratto personaggi di spicco dalle esigenze molto diverse dal turista giornaliero “mordi e fuggi”.

Nel 2015, chiesi un incontro con la Dirigente Caterina Navach al fine di suggerire un ulteriore ampliamento delle location dove celebrare i riti civili. La stessa dirigente, entusiasta dell'idea, mi promise che entro un anno avrebbe ampliato le location. Così fu fatto mantenendo l’impegno preso.

Come già detto, ogni anno il numero dei matrimoni continuava ad aumentare sempre più e sempre più gente di fuori ci contattava per fissare prenotazioni nella nostra Città, anche a distanza di due anni! Oggi, invece, questo processo pare si sia immotivatamente interrotto, certamente non a causa della carenza di personale comunale, ma a causa di un Ufficio che disincentiva le celebrazioni.

Pare che alcuni dipendenti comunichino agli sposi, con i quali entrano in contatto, di persona o telefonicamente, che non è possibile prenotare il rito civile per l’anno successivo perché non in possesso del calendario 2023! Risultato? Gli sposi fuggono da Trani! Pare che questi stessi dipendenti si mostrino maleducati, irrequieti e infastiditi durante le celebrazioni dei riti civili solo perché la sposa ritarda di alcuni minuti.

Come potrà ben notare egregio Sig. Sindaco, la situazione attuale è gravemente degenerata facendo regredire il Comune di Trani di almeno 15 anni e annullando gli effetti positivi sull’intero indotto lavorativo generato dalla celebrazione dei matrimoni a Trani. Per questo, da cittadino e imprenditore della Città Le pongo alcune domande alle quali mi auguro voglia rispondere per motivare questi atteggiamenti. Ciò per dare conforto a chi lavora onestamente e soprattutto per spiegare inequivocabilmente ai cittadini che l’hanno votata cosa sta succedendo!

Quindi Le chiedo:
1. I dipendenti che prestano servizio allo stato civile percepiscono uno stipendio o si recano in ufficio la mattina solo a titolo di cortesia?
2. Quei denari che il Comune non incassa più a causa degli atteggiamenti di questi dipendenti, che determinano immotivatamente la mancata celebrazione del rito, vengono poi versati dagli stessi dipendenti nella cassa comunale? O costituiscono un danno alla cittadinanza?
3. I dipendenti comunali che si rifiutano di dare un servizio decente all’utenza causano un danno all’immagine dell’Ente?

Orbene, Sig. Sindaco Lei ci rappresenta tutti.
Lei è il primo cittadino al quale chiediamo di prendere seri provvedimenti nei confronti di questi dipendenti di cui Trani non ha bisogno!
Io e tutta la Città, restiamo fiduciosi di sapere cosa ne pensa e cosa ha intenzione di fare per porre fine a siffatte becere azioni» conclude
Luciano Zitoli.

Da quello che emerge da Palazzo di Città, non si tratterebbe di un problema della mancanza di personale addetto perché, con le nuove assunzioni, i dipendenti del suddetto ufficio saranno operativi anche nel week-end. A quanto pare la data del 2 luglio 2023 dovrà essere soltanto ufficialmente confermata.


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