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Trani, Di Leo (Lega) sul caso Merra: «Il sindaco ha il dovere di chiarire ai cittadini»

Giorni fa un esponente di spicco della amministrazione comunale di centro-sinistra, leader della Lista Bottaro Sindaco, divenuta anche assessore con deleghe importanti, poi misteriosamente estromessa dall'esecutivo (Raffaella Merra, ndr), ha trasmesso agli organi di stampa e a tutti i consiglieri comunali una nota virale, nella quale si denuncia un presunto diffuso utilizzo del sistema  di corruzione elettorale, situazioni di conflitto di interesse di alcuni esponenti politici, sussistenza di mala gestio in relazione ad alcune assunzioni in AMIU s.p.a., di mancata cura del verde pubblico e di degrado all'interno del civico cimitero.

Sulle anomalie amministrative, sui fatti del malgoverno, tutti ben visibili da parte della cittadinanza, il sottoscritto è intervenuto più volte, stigmatizzando la colpevole inoperosità della amministrazione, dovuta evidentemente a incapacità, mimetizzata abilmente dai giochini mediatici a cui oramai i tranesi sono abituati da anni e dai famosi proclami FARÒ/FAREMO.

Sul tema invece dei presunti illeciti denunciati dall'ex assessore si apre a mio giudizio un caso politico.

Leggiamo informazioni dell'ex assessore su fatti gravi, che se non puntualmente analizzati e non smentiti dai diretti interessati, ma soprattutto dal sindaco, possono alimentare la tendenza, ormai purtroppo diffusa, di allontanamento da parte dei cittadini dalla classe politica e di sfiducia nelle istituzioni.

Ad esempio un elemento di valutazione politica è il concetto di "corruzione elettorale", che è anche un reato di pericolo astratto, di pura condotta e dolo specifico. 

Non è necessario, pertanto, lo scambio di beni o delle prestazioni, ma basta solo la promessa o l'accordo fra le due parti, per esempio garantire delle assunzioni in occasione delle elezioni in cambio di voti o viceversa.

Ma non è solo un reato penale. A mio giudizio è anche una profonda alterazione del principio democratico della rappresentatività e della perequazione fra i cittadini che si candidano per cariche istituzionali.

L’eventuale corruzione elettorale potrebbe incidere in modo estremamente invasivo nella vita politica.

Il primo dato politico su cui occorre riflettere è la considerazione che le denunce provengono da affermazioni di un soggetto politico molto vicino al candidato sindaco Bottaro , in primo piano durante le elezioni perché a capo di una lista elettorale denominata " Bottaro sindaco", che ha portato quasi 2.000 voti nelle casse politiche del centrosinistra, e che  ha anche svolto il ruolo di assessore, e dunque, in definitiva, si tratta di un osservatore privilegiato, perché ha visto e ha potuto verificare situazioni dall'interno delle stanze del potere della attuale (dis)amministrazione.

Il secondo dato politico consiste nel verificare un silenzio assoluto da parte di chi è a capo del governo cittadino. Non una parola, non un commento o una secca smentita, non un intervento pubblico in consiglio comunale, in quanto assente durante gli interventi preliminari, durante i quali a questione è pur emersa. Il sindaco Bottaro pare che ritenga laconicamente di dover "replicare nelle sedi opportune, e cioè quelle giudiziarie". Non credo sia così. A denuncia pubblica occorre smentita pubblica, perché il popolo deve sapere. Il sindaco deve dar conto non solo alla Magistratura, ma anche ai cittadini.

Il terzo dato politico è la necessità del sottoscritto e, più in generale, della opposizione a questo malgoverno cittadino, di dover delimitare i confini della propria etica politica e della propria correttezza nei confronti dei nostri concittadini, distinguendo le posizioni, perché non vorrei che si faccia di tutt'erba un fascio.

Lo dico a chiare lettere.

Se non vi saranno analisi delle vicende denunciate, eventuali smentite ufficiali e pubbliche, eventuali repliche, i cittadini potranno legittimamente pensare che tutto quello che è stato denunciato dall'ex assessore sia vero.

Personalmente, per quanto mi riguarda, non sono interessato alla rilevanza penale dei fatti e delle questioni denunciate, ma solo ai risvolti nell'ambito  della politica.

"Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie, ma per quelli che osservano senza far nulla".

Utilizzo questa citazione di Einstein per invitare gli osservatori, amministratori pubblici e cittadini, ad agire, e ai responsabili politici  di assumersi le proprie responsabilità.

Il cittadino tranese non dimentica e giudica.

Auspico, anzi chiedo con forza, a tutela del buon nome della politica tranese e della città, che il primo responsabile della gestione della cosa pubblica prenda pubblicamente posizione su quanto denunciato e attribuito alla sua amministrazione, non cercando in modo superficiale di sottrarsi alle sue responsabilità politiche.

Se fa politica di servizio,  deve rispondere ai cittadini, non solo alla Magistratura.

Faccia in modo con un comportamento politicamente sano, se è in grado, di acquietare il silenzioso e strisciante fermento cittadino del disprezzo e della indifferenza nei confronti della vita politica e dei problemi sociali.

Giovanni Di Leo (capogruppo Lega Trani)


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