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Trani, il prossimo 3 giugno inaugurazione della mostra «Una questione privata» dell’artista Stefano Di Stasio, presso la galleria Rossoquarantuno

La direzione della Galleria Rossoquarantuno, in via delle Crociate 41, è lieta di ospitare il Maestro Stefano Di Stasio in occasione della presentazione della mostra “Una questione privata” in cui verranno presentate alcuni lavori che definiscono il suo agire pittorico degli ultimi anni. Le opere, di varia dimensione, sono realizzate su carta e potranno essere ammirate da sabato 3 giugno a domenica 30 luglio. Per l’occasione verrà pubblicato un catalogo con un testo di Piero Boccuzzi. Inaugurazione sabato 3 giugno ore 18,  interverrà il Maestro Stefano Di Stasio

Biografia: Stefano Di Stasio nasce a Napoli nel 1948; si trasferisce con la famiglia a Roma nel 1950. All’età di dodici anni, grazie alla madre, conosce Giorgio De Chirico; al maestro a cui sottopone una cartella di disegni; quell’incontro sarà fondamentale per il suo percorso. Dopo aver frequentato l’Accademia per un breve periodo, conosciuto Toti Scialoja, si dedica alla pittura astratta. Nel 1977 apre con alcuni suoi coetanei lo spazio autogestito de La Stanza; si interessa alla pratica della installazione. Nel 1978 espone un autoritratto dal sapore ottocentesco, in una delle sue scene, dal forte intento provocatorio che presagisce un rovesciamento di tutte le pratiche extrapittoriche attuate sino a quel momento denunciando in maniera chiara l’istituzionalizzarsi della Avanguardia. Nello stesso anno, sempre nel ciclo di mostre presentate a La Stanza, un secondo autoritratto attira la attenzione di Plinio De Martiis ch lo invita ad esporre presso La Tartaruga, galleria che dedicherà ampio spazio al tema del ritorno alla pittura all’inizio degli anni ottanta. Nello stesso periodo partecipa alla Biennale di Venezia nella sezione Aperto’82; nel 1984 è invitato da Maurizio Calvesi ad Arte Allo Specchio allestendo una sala personale alla Biennale di Venezia del 1984. Nel 1994 inizia a collaborare con L’Attico di Fabio Sargentini. Nel 1995 è nuovamente presente alla Biennale: le sue opere sono esposte nel padiglione centrale. Suo il ciclo francescano realizzato nel 2003 per la Chiesa di Santa Maria della Pace a Terni progettata da Paolo Portoghesi. Tra i musei nei quali ha esposto, si ricordano: Museo del Risorgimento a Roma (1997-1999), Palaexpò a Roma (1992-1999-2013), Scuderie del Quirinale a Roma (2000), County Museum, Los Angeles, USA (1987), Museum of Modern Art, Ostenda, Belgio (2001), GNAM a Roma (2004-2018), MART di Rovereto (2005), MACRO a Roma (2013). Nel 2021, la Fondazione del Festival di Spoleto lo invita ad esporre nell'ambito degli eventi organizzati, la mostra è curata da Fabio Sargentini. Il 24 settembre dello stesso anno inaugura una mostra antologica a Torino presso il Museo Ettore Fico. Il 3 marzo 2022 a Milano nella sede della  Fondazione Le Stelline inaugura “Presenze Altrove”, personale con opere inedite.

Estratto dal catalogo: (…) Per il pittore il confronto con il passato è cifra stilistica imprescindibile e il presente non è più negato a priori. Il concetto di tempo, come percezione e rappresentazione della modalità di successione degli eventi e del rapporto che li condiziona, e quello crociano di “circolarità spirituale”, che determina la contemporaneità della storia, nella poetica di Stefano Di Stasio si fondono e creano un legame nella genesi dell’opera stessa. Il passato, per quanto possa essere remoto, è legato a necessità attuali e presenti e il carattere contemporaneo della storia è connesso alla struttura dell’uomo stesso, afferma Benedetto Croce. L’essere umano è un soggetto che vive in contesti storici e che li percepisce attraverso le categorie dello Spirito in quanto producibili e riconoscibili; solo la Filosofia dello Spirito è capace di spiegare quanto nell’attività umana è creazione artistica, complessità della riflessione critica e concettuale che diventa comportamento pratico nella varietà dei suoi aspetti. Ecco il motivo per cui prende forma l’idea che il suo essere anacronistico non dipende dall’aderenza ad un manifesto o ad una scuola pittorica ma abbia origine da una condizione dello Spirito. (…) Piero Boccuzzi.


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