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Verde pubblico a Trani, undici associazioni si riuniscono «per ridare un senso alla consulta ambientale»

Undici associazioni che fanno parte della Consulta Ambientale della Città di Trani hanno deciso di riunirsi e far sentire tutte insieme la loro voce.

Vale premettere che la Consulta Ambientale fu costituita nel 2021 con lo scopo di supportare l’amministrazione comunale nelle scelte legate al miglioramento della qualità della vita dei cittadini e alla sostenibilità ambientale.

Alla stessa aderirono diverse associazioni radicate nel territorio e che avevano nello Statuto gli obiettivi richiesti dal ruolo.

Quello che, però, doveva essere terreno di confronto con l’Amministrazione, a partire dalla fase embrionale dei progetti, che man mano si intendevano avviare, si è rivelato ben presto solo strumento propagandistico da consultare nelle battute finali dei progetti per ottenere facile e silenzioso consenso su progetti e programmi senza un confronto preliminare.

Così facendo il ruolo della Consulta è stato svilito e con esso si è persa l’occasione di dare voce, attraverso le associazioni, a tutti i cittadini che hanno il diritto di avere un ruolo attivo nelle decisioni che riguardano la propria qualità di vita e il proprio benessere psicofisico.

La puntualizzazione riguarda il numero e l’entità dei problemi concernenti il grave stato del verde pubblico, che si registrano quotidianamente.

La caduta degli alberi e le generali condizioni di incuria in cui versa il patrimonio del verde pubblico sono riconducibili a evidenti carenze nella relativa gestione e manutenzione.

Così, oggi le sottoscritte associazioni si ritrovano per la prima volta a riflettere sulle perdute esigenze di dialogo con l’Amministrazione comunale, attraverso l’oramai smarrito strumento della Consulta Ambientale.

Dimostrazione plastica di questo modus operandi è l’ambiguità dei fatti, così come esposti nell’articolo su “La Gazzetta del Mezzogiorno.it, pubblicato in data 21 giugno 2023, nel quale si racconta di una riunione tenuta in data 14 giugno.

Occorre precisare che la convocazione della stessa fu irrituale e non si raggiunse il numero legale; nonostante la non validità della riunione, gli amministratori presenti vollero illustrare informalmente e sommariamente lo stato del verde della città, soffermandosi più volte sull’esigenza di abbattimento di numerosi alberi, sani e no, che stanno creando situazioni di possibile pericolo per la pubblica incolumità e problemi di sollevamento di pavimentazione di marciapiedi e strade.

Le associazioni presenti espressero la loro netta opposizione, nella consapevolezza che l’attuale disastroso stato del verde cittadino è frutto di negligenza e carenza di manutenzione e che più volte nelle precedenti riunioni si era posto l’accento sulla necessità di adottare tecniche di manutenzione e cura costanti, tecnicamente rigorose e, perché no, innovative e che era ormai necessario il supporto di una figura specializzata in arboricoltura.

I danni causati dalla errata e carente manutenzione e da tecniche obsolete e vietate quali ad esempio la capitozzatura di molti alberi anche secolari, piantumazione di alberi non adatti all’ambiente urbano, o interventi a danno delle radici in occasione di lavori stradali e collocazione di sottoservizi urbani, portano oggi come effetto la necessità di ricorrere ad interventi straordinari e costosi e, peggio ancora, a dover scegliere tra sicurezza dei cittadini e salvaguardia del già esiguo patrimonio arboreo.

Nella ferma convinzione che gli alberi non sono solo arredo urbano ma sono esseri viventi che offrono, unitamente alla riduzione del traffico in città, un’importante mitigazione degli effetti del surriscaldamento globale nelle città, soprattutto in quelle soffocate dal cemento e dal traffico, oltre che garantire il benessere psicofisico di tutti, ma soprattutto delle categorie più fragili - bambini, anziani e diversamente abili - chiediamo oggi a gran voce di essere supportati da tutti i cittadini che hanno a cuore questi temi e di essere finalmente ascoltati e considerati dall’Amministrazione comunale.

Condividendo la necessità di non esporre i cittadini a rischi di incolumità, ma nella certezza che si possono e si devono individuare tecniche e soluzioni idonee a salvaguardare il patrimonio arboreo i rappresentanti delle associazioni ribadiscono ancora una volta richiesta di accesso ai seguenti documenti:

  • Censimento del verde e relazione del dr. Guerra;
  • Regolamento del verde cittadino.
  • Programma di manutenzione del verde;
  • Contratto di appalto di manutenzione del verde con puntuale cronologia degli interventi previsti.
  • E in caso di loro assenza che si proceda quanto prima alla loro redazione, avendo come obiettivo finale la pianificazione del verde esistente e a realizzarsi.

    Consapevoli dell’importanza di questo strumento di partecipazione che può fare da collante fra i cittadini e le Istituzioni, le undici firmatarie hanno dato vita al coordinamento delle associazioni al momento aderenti e faranno pressioni sull’amministrazione per riportare la Consulta alle finalità per cui era nata.

    Associazione OIKOS Teresa De Vito; Codacons Nicola Ulisse; Comitato Bene Comune Vincenzo Ferreri; ETS Città dell'infanzia APS Beatrice Chieppa; Il colore degli anni Angela di Cuonzo; Legambiente Claudio Di Cugno; Movimento Civico Articolo 97 Raffaele Covelli; Movimento turismo Rurale Francesco Valenziano; UILDM Gennaro Palmieri; UNITRE Gaetano Attivissimo; AEA Antonio Carrabba


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