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«Pubblica» a Trani, Oikos: «La bassa illuminazione costituisce un fattore di rischio, il sindaco intervenga»

La nostra Trani vive già una serie di criticità da tempo irrisolte; verde, traffico, sicurezza solo per citarne alcune, di questa, di cui ci occupiamo questa volta, non se ne avvertiva proprio la necessità! 

La bassa illuminazione costituisce un altro fattore di aumento del rischio di infortuni per i pedoni e di sinistri per i veicoli. Il dissesto di marciapiedi e strade è noto a tutti.   

Preliminarmente dobbiamo dire che lo stesso CESI (Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano) ha dettato alcune indicazioni “bussola” per le aziende, pubbliche e no, che forniscono servizi di illuminazione in considerazione della sua essenzialità per la vita dei cittadini, che rispondono semplicemente a criteri di buonsenso:

  • Assicurare un senso di maggiore sicurezza fisica e anche sotto l’aspetto psicologico delle persone;
  • Garantire la fruibilità della città nelle ore buie più numerose soprattutto in inverno;
  • Mantenere un alto livello di sicurezza pedonale e veicolare;
  • Agevolare la socializzazione soprattutto dei più fragili, bambini, anziani e diversamente abili, scoraggiati per la scarsa illuminazione sarebbero costretti a stare in casa;
  • Sviluppare la vita sociale attraverso il prolungamento delle attività commerciali e di intrattenimento. 
  • A Trani il servizio di pubblica illuminazione è stato svolto dall’AMET sin dalla sua costituzione. Giova ricordare, a questo proposito, che AMET è la storica azienda industriale municipale legata alla città da rapporti, che fino a qualche anno fa sembravano indissolubili, economici e culturali che trovavano la loro essenza più genuina nei servizi offerti ai cittadini e nella crescita economica, sociale e culturale sostenuta sin dal 1908.

    Più recentemente con la dismissione da parte di AMET del servizio, per volere dell’Amministrazione comunale attraverso la frettolosa adesione alla convenzione CONSIP e l’affidamento alla City Green Light Srl, sta avvenendo la sostituzione dei corpi illuminanti posizionati sulle palificazioni esistenti e sulle linee aeree installate dalla ex municipalizzata la cui distanza era stata appositamente calcolata per una ottimale e uniforme illuminazione della città. La conseguenza più immediata è che il raggio di luce dei corpi illuminanti, aventi verosimilmente un cono di apertura diverso dai precedenti, che erano commisurati per l’interdistanza delle palificazioni e dei punti luce a sospensione esistenti, combinato anche ad un wattaggio estremamente al limite delle norme di illuminotecnica sta generando una notevole riduzione complessiva di illuminamento delle strade e delle aree urbane a macchia di leopardo, passando da una illuminazione più omogenea ad una con ampi tratti più bui e piccoli zone più rischiarate, certamente non conciliabili con le esigenze di sicurezza di pedoni, della circolazione veicolare e della vivibilità.

    La ricerca e la tecnologia moderna soccorrono l’esigenza indiscutibile di riduzione dei consumi energetici con l’introduzione di lampade innovative di basso wattaggio e capacità di illuminare più delle vecchie lampade a vapori di sodio ed anche attraverso tecniche di simulazione, preliminari all’installazione definitiva, che consentono di verificare l’adeguatezza del grado di illuminamento coerente con le linee guida in materia di illuminazione urbana.

    La City Green Light Srl avrebbe dovuto quanto meno mantenere il livello di soddisfazione e di illuminamento della città; invece, ci ritroviamo a dover constatare un sensibile peggioramento del servizio, pur pagato profumatamente per tutta la durata del contratto dal Comune con il denaro dei cittadini che avrebbero visto volentieri ricapitalizzato e rilanciato quel patrimonio storico e produttivo che fu AMET Trani.

    A questo proposito una chiosa significativa a margine della circostanza del forzato esproprio a carico di AMET Trani del ramo di azienda di che trattasi: risulta che i tecnici della municipalizzata tranese avevano sperimentato e installato in alcune strade della città corpi illuminanti, tuttora in esercizio, con l’innovativo sistema delle armature a led in sostituzione delle vecchie lampade arancioni a vapori di sodio, mantenendo lo stesso grado di illuminamento attraverso lampade certificate, di potenza oltremodo dimezzate rispetto alle vecchie e ben proporzionate sui punti luce esistenti che garantiscono una tonalità e temperatura di colore più gradevoli e meno “fredde” di quelle in corso di installazione.

    È evidente che la cultura dell’illuminamento urbano è sempre stato un fiore all’occhiello della nostra città che già nel 1811 emanò un bando per il primo impianto di pubblica illuminazione alimentato ad olio e che più recentemente era stata segnalata come una delle città europee meglio illuminate.

    Chiediamo al sindaco un intervento immediato sul gestore perché l’illuminamento delle zone in cui è avvenuta la sostituzione delle lampade torni a rispondere ai criteri di sicurezza, fruibilità e socialità.

    Trani, 11 settembre 2023

    Cittadinanza Attiva OIKOS Trani – Antonio Carrabba                 


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