Poste e telecomunicazioni. Era la vecchia e rassicurante frase (scomparsa da tempo dalla sede centrale di via Bovio) che, con sole tre parole, dava alla comunità la piena certezza di essere dentro un mondo di efficienza ed efficacia. Oggi tutto è cambiato: l’avvento della telefonia e della comunicazione smart ha sbaragliato quel campo e se ne vedono proprio in queste ore conseguenziali in città.
Infatti stamani, come da avviso già affisso sul manufatto nei giorni scorsi, è stata rimossa la vecchia e gloriosa cabina telefonica di piazza della Repubblica, simbolo di un modo di comunicare che ormai non c'è più.
In realtà, spesso e volentieri, quella struttura era diventata il pretesto per atti di teppismo ed in ogni caso rappresentava la sopravvivenza di un servizio ormai sempre più inutilizzato.
Contemporaneamente, sulla robusta ed austera cassetta postale rossa di via De Robertis, è comparso un avviso di Poste italiane che ne annuncia l'imminente ritiro ai sensi di una delibera dell’autorità competente delle comunicazioni, che ha disposto «nuovi criteri di distribuzione delle cassette di impostazione nell'ambito del servizio universale. L'utenza, se vorrà – vi si legge -, potrà continuare a spedire i propri invii presso tutti gli uffici postali o utilizzando le cassette di impostazione più vicine».
Anche in questo caso siamo in presenza di un mondo completamente mutato, nel quale basta un qualunque messaggio social per azzerare i tempi che servivano una volta per inviare e ricevere la corrispondenza cartacea. In questo caso si parla di «razionalizzazione»: non scompaiono, ma diminuiscono proporzionalmente con l'utilizzo del servizio
Ma è anche vero che il fascino di quella non tornerà più. Basti pensare al piacere dell’attesa e della lettura e rilettura delle missive, a cominciare dalla gloriosa posta aerea con le indimenticabili buste listate di rosso e blu. Davvero altri tempi.


