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Polo museale di Trani, da questo sabato la mostra «Un diario per non dimenticare»

La “Giornata della Memoria” è stata istituita per non dimenticare e far conoscere alle nuove generazioni l’olocausto della popolazione ebraica, e non solo, perpetrato dalla Germania nazista, nell’auspicio che sia da monito per scongiurare il ripetersi di tali eccidi.

La Fondazione S.E.C.A. ha voluto prendere quale simbolo di questa giornata la figura più emblematica: Anne Frank.

Anne Frank è il simbolo di molte altre storie individuali similari, di molte altre esistenze durante la II Guerra mondiale, che hanno subito la persecuzione nazista. Si è inteso utilizzare la notorietà raggiunta dal suo Diario per risvegliare l’interesse verso la Shoah e verso tematiche più generali, quali quelle del rispetto dell’essere umano, a prescindere dalla razza, dalla religione, dallo stato sociale, dallo stato fisico.

La Mostra “Un diario per non Dimenticare” consentiràdi conoscere la Storia di Anne Frank durante il periodo del nazismo ed immergersi in tale periodo attraverso le Sue riflessioni. La Storia riceve un nuovo livello di comprensione arricchita dal riferimento a vicende personali: Anne Frank diventa per i visitatori della Mostra una giovane in cui identificarsi.

La mostra fotografica sarà suddivisa in quattro sezioni tematiche: la prima sarà l’infanzia, la seconda sarà la famiglia, la terza il Diario Kitty e l’ultima sezione sarà Dal Rifugio alla Deportazione; tutte le immagini esposte saranno in bianco e nero e saranno arricchite da una serie di citazioni tratte dal Diario di Anne Frank.

Nella Mostra non è raccontata solo la storia di Anne Frank ma anche quella di suo padre, Otto Frank, della mamma e delle atrocità derivate dal rastrellamento e dalla deportazione nazista.

Diventerà pertanto più facile per i giovani comprendere fenomeni storici così complessi apprendendoli dalle emozioni, dalle esperienze vissute, dalle paure provate da Anne Frank. La Mostra fornisce quindi la scintilla per accendere la riflessione sulla tolleranza, i diritti umani, la democrazia e la situazione delle minoranze discriminate o perseguitate con uno sguardo specifico sulla situazione odierna.

La Corte del Polo Museale Diocesano sarà lo spazio espositivo in cui la Mostra sarà allestita.

Farà da corollario alla Mostra l’esposizione di diverse macchine per scrivere, facenti parte del “Museo della macchina per scrivere” della Fondazione S.E.C.A., utilizzate nella II Guerra Mondiale. Verranno esposte: la macchina per scrivere “Erika mod. 5“stesso modello utilizzato da Otto Frank; la “Olivetti M40 KR” e la “Olympia modello Robust” utilizzata dalle SS.

Verrà esposta anche la famosissima “Enigma”, concessa per l’evento dal Comando Regionale Puglia - Guardia di Finanza Bari, a cui la Fondazione rivolge un sentito ringraziamento per la sensibilità e disponibilità mostrata.

La “Enigma” è la macchina cifrante che ha tenuto a lungo in scacco le forze alleate durante la seconda guerra mondiale, un mito nel campo della crittografia. Concepita in Germania al termine della prima guerra mondiale, realizzata e prodotta nel 1923 in una versione primitiva commerciale e successivamente adottata dalle forze armate tedesche in varie versioni civili e militari, era una evoluzione elettromeccanica del Disco di Jefferson. Le ridotte dimensioni ne consentivano la distribuzione anche a piccoli reparti e il facile impiego ne favorì la distribuzione in decine di migliaia di esemplari. Il principio di funzionamento risiedeva in una crittografia polialfabetica, inventata nel 1465 dall’italiano Leon Battista Alberti, attuata a mezzo di un sistema elettromeccanico a rotori, cablati in modo unico e segreto; fu imitata prima e dopo la guerra con esiti altrettanto brillanti e fu protagonista di pellicole di successo, romanzi, spettacoli teatrali e libri storici. L'alimentazione a batteria, o esterna di emergenza, eventualmente derivabile da un automezzo, serviva unicamente a illuminare gli indicatori luminosi durante la digitazione dei tasti; per l'impiego era necessario un operatore per la digitazione e uno per la lettura. Le possibili combinazioni di una ENIGMA a 3 rotori erano più di 105.000.000.000.000.000 ma la versione per la Marina aveva 4 rotori. L’Enigma è stata, successivamente al conflitto mondiale, utilizzata dalla Guardia di Finanza, dal 1957 al 1985, per contrastare le attività di contrabbando nel Mar Mediterraneo verso la nostra Nazione.

La mostra, con ingresso libero, si terrà dal 27 gennaio al 4 febbraio 2024

Congiuntamente alla Mostra, sabato 27 gennaio, alle ore 17.00 la Fondazione S.E.C.A. propone un tour guidato alla Sinagoga Museo Sant’Anna, prezioso scrigno della cultura ebraica pugliese e tranese, e al quartiere ebraico, anche definito “Giudecca”, in cui gli ebrei, senza alcuna costrizione, scelsero di vivere.  "È una città grande e bella", in questo modo il geografo ebreo Beniamino da Tudela (documentato 1130-1173) descrive Trani, incontrata nel suo viaggio da Saragozza a Baghdad. Il tour ripercorrerà le stesse strade che quasi novecento anni fa accolsero il noto geografo e lo ospitarono, riscoprendo una preziosa e dimenticata parte della storia di Trani. Si partirà dalla ex Sinagoga Scola Grande, un luogo in cui la maestosità architettonica si è amalgamata poi al cattolicesimo, riflettendo perfettamente la coesistenza di diverse religioni in un clima di tolleranza reciproca che una città, come quella di Trani, ha sempre saputo offrire. Il tour sarà spunto di riflessione sulle atrocità sofferte dal popolo ebraico e non solo, durante le persecuzioni naziste. “La Memoria crea Conoscenza”: mai dimenticare il passato, anzi serva da lezione per il presente e per il futuro.

La visita guidata ha un costo di € 5,00, con obbligo di prenotazione.

Per maggiori info e prenotazioni tel. 0883.582470 o info@fondazioneseca.it.


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