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Trani, anche una diga sott'acqua per difendere il muraglione. Ma lavori solo nel 2025

Per mettere mano al restauro del paramento lapideo delle antiche mura sul mare della villa comunale, che continuano a perdere sempre più sostanziosi pezzi facendo profilare un pericolo di crollo, bisognerà attendere il 2025. In compenso, i lavori lo difenderanno anche con piccole dighe di massi e non più di sacchi di juta. È quanto si è appreso nei giorni scorsi in consiglio comunale, nell'ambito della discussione in merito al Piano delle opere pubbliche 2024-2026, approvato con 25 voti favorevoli, 4 contrari e 1 astenuto.

UN ANNO DI PIÙ

Quest’ultimo è stato il capogruppo del Movimento 5 stelle, Vito Branà, che ha espresso dispiacere per la previsione, posticipata di un anno rispetto a quello attuale, dell’impegno di spesa di 1 milione di euro. «Non comprendo come mai si perda ulteriore tempo – ha osservato l’ex candidato sindaco -, nonostante lo stato dei luoghi mostri una situazione al limite dell'emergenza».

Le prime risposte gli sono giunte dall'assessore ai lavori pubblici, Fabrizio Ferrante, che ha spiegato che «l'intervento si potrà realizzare soltanto quando al piede di quel muro si sarà realizzato il ripascimento della spiaggetta oggi inesistente, circostanza che determina il pesante impatto del moto ondoso su quel manufatto provocandone il distacco dei paramenti e l'indebolimento. Ed i lavori di ripascimento sono prossimi a riprendere».

SOLDI E DIGA

Il dirigente dell'Area lavori pubblici, Luigi Puzziferri, ha sua volta spiegato che «non è soltanto una questione di carattere tecnico a determinare la previsione dell'intervento nel 2025, ma anche il fatto che non si sarebbe potuto tecnicamente inserire nel primo anno poiché siamo nell’attesa di uno specifico finanziamento con fondi comunali o, anche contraendo un mutuo».

Quanto ai lavori in corso, ma da molti mesi fermi totalmente fermi, per il ripascimento di due tratti di litorale al piede delle antiche mura della città sul mare, una delle quali è quella in questione, «ci sono stati effettivamente dei rallentamenti - conferma la figura apicale dell'Ufficio tecnico -, perché abbiamo avuto un lunghissimo tempo di interlocuzione con Arpa Puglia per quanto riguarda il materiale lapideo da apporre. Superate quelle, abbiamo poi acquisito dalla regione Puglia l'autorizzazione a realizzare delle dighe sotto il pelo dell'acqua non più con sacchi di juta, come inizialmente ci avevano imposto nell'ambito della verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale. Al contrario le faremo, conservando le stesse dimensioni, con massi di misure più grandi così da scongiurare la distruzione dei sacchi che, con il tempo, sarebbe avvenuta».

In tal modo l’obiettivo è stabilizzando una difesa al di sotto del pelo dell'acqua, riuscendo così a difendere meglio il muraglione con un ripascimento duraturo, sul quale sarà possibile poi procedere ai lavori di risanamento e restauro conservativo del paramento murario.

Ma nel frattempo, come detto, il cantiere degli interventi di ripascimento, che si trova nella parte terminale della villa comunale, è totalmente abbandonato ed il gabbiotto di quello che sarebbe dovuto essere il custode è stato dato alle fiamme in uno scenario di degrado purtroppo sotto gli occhi di tutti, turisti compresi.


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