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«Trani-Madrid tutta la vita»: la vigilia Champions di Giulio, inguaribile tifoso dell'Atletico

Se ami il calcio e sei un tifoso vero puoi fare questo, e molto altro: non andare questa sera al Meazza, ma avere già in tasca biglietto aereo e biglietto della gara per assistere alla partita di ritorno. È l'esperienza a cui va incontro Giulio Modesti, 52enne tifoso tranese dell'Atletico Madrid, una storia senza precedenti nella nostra città e forse non solo qui da noi.  

Tifoso è dire poco, perché Giulio è un vero e proprio socio del Club Atlético de Madrid, il numero 25864. Giulio, dunque, contribuisce come tanti altri cittadini madrileni, spagnoli e di ogni altra parte del mondo a sostenere l'attività del club in quello che nella penisola iberica funziona da sempre come «azionariato popolare» ed alimenta le sorti dei club più importanti come Barcellona ed ovviamente, sull'altra sponda della capitale, Real Madrid.

«Il mio amore per l'Atletico è nato quasi casualmente - racconta Giulio -, ma è stato davvero a prima vista, anche perché ho sempre prediletto le squadre che soffrono rispetto a quelle che vincono (in Italia è tifoso del Perugia, ndr). E mi piaceva sostenere l'altra squadra di Madrid anche quando è stata, purtroppo, nella serie B spagnola. Sono stato tantissime volte prima al Vicente Calderón e poi al Wanda Metropolitano. Ultimamente ho un po' rallentato, ma non conto più le partite dell'Atletico che ho visto con i miei tanti amici in Spagna. E purtroppo non dimentico le due finali di Champions di Lisbona e Milano, entrambe perse».

Magari sarà anche per questo che oggi Giulio ha scelto di non tornare in quello stadio Giuseppe Meazza in cui l'Atletico perse sotto i suoi occhi una delle due finali, ed in cui questa sera Diego Simeone, allenatore dell'Atletico, ritroverà da una parte Javier Zanetti e dall'altra Simone Inzaghi, suoi ex compagni di squadra rispettivamente all'Inter (e Selección argentina) e Lazio. È una partita del cuore sotto tanti aspetti, ma per Giulio sarà anche di batticuore: «Da tifoso spero in un pareggio, da sportivo ammetto che l'Inter è nettamente più forte di noi e potremmo perdere 2-0».

In questa bella storia è ancora più stimolante il fatto che Giulio stia riuscendo a forgiare un altro inguaribile tifoso dell'Atletico Madrid, suo figlio, che porta regolarmente con sé alle partite ed al quale ha concesso l'emozione di scendere sul terreno di gioco del Wanda Metropolitano tirandogli contro un simbolico calcio di rigore.

E Giulio potrebbe persino scegliere di andare a vedere la partita di questa sera nella sede dell'Inter club di Trani: «Lì ho tanti amici e mi piacerebbe regalare a mio figlio anche questa esperienza: vivere insieme con i tifosi della squadra avversaria l'emozione di una partita che ci dividerà per 90 minuti ma ci affratellerà per tutto il resto».

È il bello di un calcio fatto di valori semplici, in cui si fanno apparenti follie solo per amore della propria squadra, contrapposto a quello malato dei miliardi e delle polemiche quotidiane.

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