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Taglio pini, Bene comune lascia consulta: «Organismo boicottato»

Ancora una volta assistiamo impotenti all’esecuzione di decisioni, in materia di ambiente, assunte senza nessuna interlocuzione con quella consulta ambientale che appare, ormai in maniera evidente, svuotata della sua funzione ufficiale; quella cioè di organo consultivo e propositivo rispetto alle decisioni che incidono sulla salubrità dell’ambiente in cui viviamo e, di conseguenza, sulla salute e sulla qualità di vita delle persone.

Il recente episodio di ennesimo abbattimento di alberi, dichiarati dall’assessore competente come rischiosi per l’incolumità pubblica, è solo l’ultimo di una serie di provvedimenti per i quali sarebbe stato opportuno quanto meno informare e motivare in maniera puntuale l’assenza di alternative documentata e dettagliata, di fronte alle associazioni che rappresentano nella consulta null’altro che l’interesse dei cittadini a tutelare il patrimonio ambientale di così vitale importanza in un’epoca di cambiamenti climatici e disastri ecologici.

Il rischio caduta, dichiarato dall’assessore Ferrante, non ci sembra tanto una giustificazione, quanto piuttosto un’aggravante per quell’amministrazione che ha atteso che il taglio diventasse inevitabile invece che provvedere per tempo (vogliamo ricordare che siamo quasi al termine del secondo mandato dell’amministrazione Bottaro) alle cure che avrebbero permesso, probabilmente, di non arrivare al punto di dover ricorrere, come sempre, a provvedimenti emergenziali. Provvedimenti che depauperano ancor di più un già esiguo e malmesso patrimonio arboreo che sarebbe tanto importante preservare per mitigare gli effetti nefasti del surriscaldamento globale e dell’inquinamento atmosferico.

La verità è che, come abbiamo più volte provato a denunciare, non c’è nessuna volontà di consentire alla consulta di funzionare; c’è, anzi, un sistematico boicottaggio del suo funzionamento, a partire dalle rarissime convocazioni, passando dalle irregolarità mai sanate -  nonostante le esplicite e reiterate richieste -  riguardo alla reale presenza delle associazioni registrate, fino al mancato supporto e ascolto dei gruppi di lavoro tematici, mai messi nella reale condizione di svolgere il loro lavoro.

Tutte queste ragioni ci inducono, dopo aver tentato e ritentato di superare le difficoltà suddette, ad abbandonare definitivamente la consulta ambientale. Lo facciamo perché riteniamo inutile, se non dannoso, continuare a mantenere in piedi questi organismi di partecipazione che sono in realtà solo dei comodi paraventi che dissimulano la reale intenzione di tenere a bada la cittadinanza attiva cui si concede uno spazio solo di facciata.

Lo facciamo a malincuore, nel silenzio più assoluto da parte di quei consiglieri di maggioranza i cui partiti di riferimento a Roma infarciscono i loro programmi di partecipazione popolare e poi sui territori si preoccupano solo della loro partecipazione a giunte ed eventi.

Ci dimettiamo dalla consulta ma non dall’impegno a continuare a chiedere conto delle decisioni politiche che riguardano la nostra comunità e, con la nostra voce sempre libera e mai complice di dinamiche equivoche, chiediamo fin da ora che l’amministrazione risponda alla cittadinanza su tutte quelle problematiche, - verde pubblico, rifiuti, discarica, mobilità sostenibile, costa e altro – su cui da tempo sollecitiamo risposte e politiche adeguate

Anna Rossi - Comitato Bene Comune

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