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Toponomastica e almanacco, via Pietro Palagano e il teatro San Ferdinando

Luoghi, strade, uomini e donne, uno studio metodologico nato per ricostruire identità e storie: le rubriche di Alfredo Cavalieri e Francesco Squatriti puntano il dito alla conoscenza.

Questa settimana si parla del Teatro Comunale san Ferdinando e via Pietro Palagano.

“…Il 5 aprile 1891, presso l’abitazione di Palazzo Protomastro, in Trani è ospite Pietro Mascagni. Questi viene celebrato con una serata in suo onore presso il Teatro Comunale locale…”

TEATRO COMUNALE SAN FERDINANDO

Intitolato a San Ferdinando in memoria di Ferdinando I di Borbone, che ne approva la costruzione nel 1792, la struttura deve la sua nascita grazie ad alcuni tranesi. Tre sono i nobil uomini promotori dell’edificazione del Teatro stesso: Franco Laghezza; Riccardo Candido e Cataldo Lomanto. Durante i fatti del 1799, i francesi incendiano e distruggono completamente la struttura in oggetto. Solamente nel 1804, a seguito dei lavori di ricostruzione, il Teatro viene riconsegnato alla città. Nel 1839 il Comune diviene proprietario dell’edificio culturale. Chiuso dal 1855, nel 1863 il San Ferdinando vede la riapertura al pubblico. Nello stesso anno Biagio Molinaro realizza il maestoso ed imponente sipario, ispirandosi e realizzando il momento della promulgazione del più antico Codice di Diritto Marittimo del Medioevo, attualmente conservato presso l’Aula Magna della Scuola Elementare De Amicis (Cfr. “Un giorno, un anno – Almanacco di Trani, anno I, n. 1”). Tra le opere eseguite presso la struttura si ricorda: Cavalleria Rusticana (1891) diretta dal Mascagni; opere di Verdi; l’opera “Elvina” di Saverio Mercadante (ospite a Trani 1854).

ANEDDOTI

Instabilità e distruzione: il Teatro subisce problemi strutturali dovuti ad alcuni eventi naturali e bellici. In primis, nel 1851 una scossa di terremoto causa iniziali dissesti. Il movimento tellurico causa il crollo della parte posteriore in data 2 aprile 1857. Dal 1923 il Teatro viene sempre meno frequentato, tanto che nel 1938 viene dichiarato inagibile. In data 27 aprile 1943 gli Anglo-Americani, per un errore, lasciano cedere su Trani alcuni ordigni. Uno di questi distrugge completamente una palazzina a pochi metri dal Teatro. E’ il colpo di grazia. Abbandonato all’incuria, nella totale indifferenza civica, la struttura viene demolita nel 1958, ove al governo della città vi è Don Luigi Nunziante.

Tentate ricostruzioni: sovente in città è paventata l’idea di riedificare, li dove era sito, un Teatro Comunale. Nel 1985 iniziano i lavori di ricostruzione, con la creazione di 400 plinti in cemento. Lasciata l’idea della riedificazione, nel 1994 i commissari prefettizi danno termine ad una terribile condanna data da una fossa a vista, definita “della vergogna”.  Il 1 settembre 2004, sotto l’Amministrazione Tarantini, viene inaugurata Piazza Teatro.

BIBLIOGRAFIA

Giuseppe Giusto - “Trani, tante strada, tanta storia”, Regione Puglia, 2003 pp. 173-174;

Giuseppe Amorese - “Un secolo di velette e cilindro. Quasi un diario dell’800 a Trani”.

Via PIETRO PALAGANO

COLLOCAZIONE: dal civico n. 15 di Piazzale Luigi Chiarelli fino al Corso Vittorio Emanuele (Orfanotrofio Sant’Antonio);

STORIA: Pietro Palagano vive durante il XV secolo. Nobile condottiero, ottiene dal Re Ladislao, nel 1413, la concessione nel dazio di Trani. Nel corso della sua vita è nominato Conte di Trani e maresciallo del Regno al servizio di Alfonso I d’Aragona. A capo di una squadra di tranesi, egli si reca a Venezia per firmare alcuni patti commerciali con la Serenissima Repubblica. Egli, nel 1438, riceve da Ferdinando d’Aragona, la città di Cerignola, un feudo di Corato e molti privilegi in territorio tranese.

ANEDDOTI

Palazzo Palagano: il Palazzo dei Palagano sorge nel 1420, nell’attuale Piazza Ferdinando Lambert. Assai particolare è la presenza di una lastra di sarcofago sita presso la facciata prospicente Via Giovanni Beltrani, nel tratto strutturale attiguo a Palazzo Maggiolla. La suddetta presenza riporta un “Agnus Dei”, datato presumibilmente 1300. L’Agnello di Dio è presente tra due stemmi di due famiglie nobili: Palagano e Stanga.

Famiglia Caccetta:  Simone Caccetta, contabile di Pietro Palagano, entra in contrasto con quest’ultimo. Durante una guerriglia interna tra le due famiglie, viene assassinato Antonio il figlio del Palagano. Il Caccetta inoltre, a seguito della sua denunzia fatta pervenire al Re verso il Palagano, circa peculato, subisce la confisca dei suoi beni. Questo avviene per irregolarità economiche della tasse. Dalle varie guerre tenutesi tra le importanti e nobiliari famiglie tranesi viene a nascere il detto: ““Per li Gatti e per li Cani, per il Sifola e Palagani, non si può più stare a Trani”.

BIBLIOGRAFIA

Giuseppe Giusto - “Trani, tante strada, tanta storia”, Regione Puglia, 2003 p. 127;

Raffaello Piracci - “Il Tranesiere”, marzo 1980.


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