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Occupazione di via Olanda, cinque condanne e pene per complessivi cinque anni

Cinque condanne complessive, con pene varianti fra 8 mesi e poco più di 2 anni di reclusione. Non luogo a procedere per il sesto imputato, nel frattempo deceduto, ed una pioggia di spese, la maggiore delle quali potrebbe profilarsi con un separato rito civile in favore del Comune di Trani, costituito nel giudizio.

È questo il quadro che emerge dalla sentenza pronunciata dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Trani, Marina Chiddo, al termine del rito abbreviato riferito all'occupazione abusiva di una casa popolare in via Olanda, avvenuta il 20 giugno 2018.

Quattro persone sono stati dichiarate colpevoli di violazione di domicilio continuata in concorso e, riconosciute le circostanze attenuanti generiche ed applicata la diminuente per il rito abbreviato, condannati tutti ad otto mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali, con pena sospesa. Nessuna sospensione di pena, invece, per il quinto imputato, una donna condannata per gli stessi capi d'accusa, ed altri, a 2 anni, 2 mesi e 20 giorni e 3.000 euro di multa, oltre a pagamento delle spese processuali.

I primi quattro dovranno risarcire i danni arrecati al Comune di Trani, costituito parte civile, da liquidarsi in separato giudizio, nonché pagare le spese di costituzione e difesa sostenute dalla stessa parte civile e dalla parte privata presente nel processo (uno dei figli figlio della persona cui gli imputati sottrassero la casa), fissata in 900 euro. Le motivazioni saranno rilasciate entro 90 giorni.

Secondo l'impostazione accusatoria, in concorso fra loro, gli odierni condannati si introducevano clandestinamente nella proprietà privata del legittimo assegnatario, Felice Gusmai, 89 anni, approfittando del ricovero in ospedale di quest'ultimo e, contro la volontà tacita della parte offesa, con violenza danneggiavano la serratura e asportavano la parte muraria adiacente la stessa. Una volta invaso l'appartamento, lo occupavano traendone anche profitto mediante risparmio della spesa relativa al pagamento del canone di locazione. L'immobile è un alloggio di edilizia residenziale popolare di proprietà dell'Agenzia regionale per la casa e l'abitare (Arca Puglia).

Il legittimo assegnatario, come detto, era ricoverato in ospedale e così l'appartamento in quel momento era libero da persone e per gli occupanti fu persino agevole prenderne possesso: vi alloggiarono dal 20 giugno al 26 novembre 2018, giorno dello sgombero forzoso autorizzato dall'autorità giudiziaria, e che richiese l'intervento di un centinaio di operatori fra forze dell'ordine, vigili del fuoco, personale del 118 e dei servizi sociali.

Gli elementi probatori che hanno portato alla decisione del Gup sono stati annotazioni di polizia giudiziaria, intercettazioni telefoniche, analisi dei tabulati telefonici, sommarie informazioni rese dalla persona offesa e dagli altri occupanti delle abitazioni di via Olanda.

Si è trattato dell'occupazione abusiva più drammatica fra quelle che si sono succedute a Trani in questi ultimi anni. Dopo la violazione del domicilio, Gusmai fu dimesso dall'ospedale ma la sua casa era ancora occupata e la famiglia dovette autotassarsi per trasferirlo in una struttura,a Margherita di Savoia, che potesse in qualche modo dargli il conforto che le mura domestiche non gli avrebbero più dato. A completare l'opera, da lì a poco, la disdetta formale dell'assegnazione, che la pubblica accusa ha sostenuto avvenne a seguito di minacce subite dai figli del signor Gusmai: Felice rinunciò al «suo» appartamento perché occupato da altri con forza e protervia.

Da quel momento il signor Gusmai non sarebbe stata più la stessa persona. Dopo l'operazione, il braccio di Felice non riprese mai più la piena funzionalità e, insieme con il disagio fisico, sarebbe subentrato quello psicologico. Felice Gusmai si spense, sempre nella struttura di Margherita di Savoia, il 28 marzo 2019 a 90 anni, in un dolore silenzioso e lontano dal clamore della cronaca di quei giorni.


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