Un braccio di ferro per l'acquisto di un quarto del bene, mentre l'area verde che l'abbraccia precipita nel più profondo degrado. È la sintesi di quello che accade a Villa Bini, con intorno parco Petrarota, nel pieno centro di Trani fra via De Robertis l'ex area Lapietra. Da una parte la villa è oggetto di un contenzioso legale fra Comune e privati, dall'altra il giardino è sempre più teatro di avvilenti fatti di cronaca.
L'ACQUISTO INCOMPLETO
Cominciamo dalla contesa per il bene. Il segretario generale, Francesco Angelo Lazzaro, nella sua qualità di dirigente dell'Ufficio legale ha dato mandato all'avvocato Maurizio di Pantaleo di esperire il tentativo di mediazione obbligatoria nella procedura promossa dal Comune di Trani nei confronti dei cittadini interessati all'acquisto di un quarto della villa in contrapposizione a Palazzo di città.
Infatti, su quella porzione del bene, il Comune avrebbe voluto esercitare il diritto di prelazione e sembrava lo avesse fatto con l'approvazione della relativa delibera di consiglio comunale del 10 luglio 2023: spesa complessiva, 100.000 euro. Ciononostante, il notaio non poté procedere alla trascrizione dell'atto nell'assenza della determinazione dirigenziale a corredo e sostegno della stessa.
IL BRACCIO DI FERRO
Così i concorrenti passarono al contrattacco confermando l'interesse per l'acquisto del bene alla scadenza dei termini di 60 giorni entro i quali Palazzo di città avrebbe dovuto esercitare la prelazione. A quel punto l'Avvocatura comunale diede incarico all'avvocato di Pantaleo per intraprendere ogni azione giudiziale utile per tutelare il diritto di prelazione vantato. Il legale, però, faceva sapere che prima sarebbe stato necessario esperire il tentativo di mediazione obbligatoria previsto per legge, ed è proprio questo il motivo del secondo affidamento d'incarico.
Morale della favola, è già trascorso oltre un anno dalla sua manifestazione d'interesse e l'amministrazione comunale avrebbe sbagliato due volte: la prima andando dal notaio con atti incompleti; la seconda andando in causa senza prima passare dalla mediazione. Oggi si punta a porre rimedio a tutto questo, ma la partita sul piano giudiziale è tutta da giocarsi e la certezza che il Comune di Trani entri in possesso di un quarto di Villa Bini - la cui parte restante resta sempre in mano a privati - continua a vacillare.
