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Inondazioni, siamo sempre a rischio: progetto da 16 milioni per Lama Campane

Il tempo sta peggiorando, le allerta meteo si colorano in maniera sempre più vivace e le notizie da Valencia e dal centro nord del Paese non sono per nulla confortanti. Trani, finora è stata estranea a episodi particolarmente rilevanti nel rapporto fra eventi atmosferici e relative conseguenze, ma la giunta comunale è tornata a deliberare in merito alla necessità di finanziare e realizzare interventi per mitigare la pericolosità idraulica della porzione est del territorio comunale, «attualmente soggetta a rischio di inondazione».

LAMA STROZZATA

Lo si legge con chiarezza nella delibera con cui l'esecutivo ha approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica, nonché il documento di fattibilità delle alternative progettuali per mettere in sicurezza Lama Campane. Si tratta della depressione proveniente da Capirro e che, sempre più strozzandosi nel territorio più massicciamente urbanizzato, attraversa via Martiri di Palermo, via Pozzo piano e via Venezia, sfociando sul lungomare fra l'ex sciala Torelli e l'ex ristorante Cristoforo Colombo. E ha individuato in particolare, fra le sette soluzioni progettuali prospettate, la settima ed ultima.

La squadra di governo del sindaco Amedeo Bottaro, sulla base degli elaborati tecnici posti a sua disposizione, ha analizzato tutte le possibili alternative che, oltre a garantire il raggiungimento dell'obiettivo della messa in sicurezza della porzione ad est dell'abitato, fossero anche sostenibili sia dal punto di vista del rapporto costi-benifici, sia da quello della fattibilità amministrativa ed ambientale.

IMPATTANTE E COSTOSO

La soluzione numero 7 è quella che si è guadagnata il migliore punteggio totale, pari a 55.9, alla cui formazione concorrono le seguenti voci: costo; abitanti salvaguardati; fattibilità amministrativa; impatto ambientale e sul contesto socio economico; oneri gestionali.

La soluzione presa in esame sarà suddivisa in tre stralci funzionali il cui ordine di priorità, con riferimento all'analisi delle simulazioni idrauliche condotte prevede in la realizzazione di tre vasche di accumulo, ciascuna in momenti diversi.

La prima vasca occuperà una superficie di circa 31.000 metri quadrati, con una profondità di circa 9 metri. Il volume che si rende quindi disponibile risulta pari a circa 279.000 metri cubi, superiore al volume di piena calcolato in 243.000 metri cubi. La seconda vasca si estenderà per circa 3.900 metri quadrati, con una profondità di circa 8 metri e conseguente volume di 31.200 metri cubi, superiore ad uno di piena stimato di 30.000. La terza vasca occuperà una superficie di circa 12.400 metri quadrati, sarà profonda 6 metri ed avrà un volume di 74.400 metri cubi, contro i 65.000 di piena.

Dal punto di vista dell’impatto ambientale, il progetto complessivo prevede «scavi considerevoli e risulta di forte impatto dal punto di vista del consumo di suolo - si legge in delibera -, pari a circa 48.000 metri quadrati. Tutto questo determina un costo importante, pari a 16.400.000 euro, che in ogni caso non è neanche il più alto fra le sette soluzioni prospettate.

FIUME «OBLITERATO»

L'attuale documento di fattibilità è stato redatto dallo studio Arkè, attraverso gli ingegneri Alberto Ferruccio Piccinni e Gioacchino Angarano, con la collaborazione dell'ingegnere Maria Di Modugno. E parla di «un reticolo idrografico la cui porzione terminale è stata inglobata nel tessuto urbano, rendendo poco visibili le evidenze morfologiche che contraddistinguono un corso d’acqua naturale, oggi obliterato».

La Carta idrogeomorfologica della Regione Puglia identifica questo corso d’acqua come “corso d’acqua episodico”, con acqua in alveo solo a seguito a precipitazioni particolarmente intense. Il territorio attraversato dal corso d’acqua si presenta distinto in tre zone: una di monte, a sud della Strada provinciale 13 Bisceglie-Andria, costituita da suoli agricoli; una intermedia, sino alla Statale 16, in forte espansione e caratterizzata da una notevole attività edilizia; una dalla Statale 16 alla linea di costa, costituita da un centro urbano edificato.

«RISCHIO INONDAZIONE»

«Nel tratto urbano, come evidenziato della mappa della pericolosità idraulica del Piano di assetto idrogeologico delle Regione Puglia - rilevano i professionisti -, le acque defluiscono principalmente lungo la “strada canale” denominata via Pozzo piano sino nelle zone immediatamente a monte dell’intersezione con il rilevato della Statale 16, oltre il quale il corso d’acqua segue il naturale percorso morfologico. Superato il rilevato ferroviario, e sino alla linea di costa, le evidenze morfologiche del reticolo idrografico risultano cancellate dalle attività antropiche ed il corso d’acqua risulta obliterato. Il tali aree, nel corso di sopralluoghi, si è riscontrata la presenza di numerose caditoie di collegamento con il tronco di fogna bianca che si sviluppa su via Pozzo piano sino al mare».

I tecnici hanno pochi dubbi: «Le aree in questione sono soggette a rischio di inondazione al verificarsi di eventi di piena di elevata intensità».


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