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Bicentenario villa, gli architetti: «Rilanciarla con progetto organico su base scientifica»

Mettere un punto fermo, una base scientifica e documentale, alla storia della Villa Comunale di Trani meglio definita come giardino storico e vera e propria opera d’arte. A 200 anni dalla sua inaugurazione un convegno all’interno di Palazzo Beltrani promosso da Italia Nostra e dall’Ordine degli Architetti BAT ma che ha visto anche la partecipazione attiva di amministrazione comunale, Soprintendenza e Politecnico, ha permesso di ripercorrere la vita di uno dei luoghi più iconici e rappresentativi del territorio per mettere attorno ad un tavolo tutti coloro i quali possono avere delle responsabilità ora nella progettazione di una riqualificazione.

«Per intervenire su uno stato effettivamente di degrado attuale – ha spiegato l’arch. Francesca Onesti Presidente della Commissione Cultura dell’Ordine degli Architetti BAT e presidente di Italia Nostra Trani - ci volevano delle basi scientifiche molto precise perché andare a fare un recupero non è certo piantare così delle piantine magari lasciandoci al buon cuore di qualche vivaista. Ma c'era bisogno di un progetto consapevole e scientifico».

Due esperti del settore e cioè il prof. Di Carlo ed il prof. Cazzato, tra i massimi esperti in Italia di architettura del paesaggio per verificare quelli che sono i progetti di riqualificazione di giardini storici importanti come Versailles o il Central Park di New York. Interventi contemporanei su giardini storici che in passato hanno rappresentato lo sviluppo urbanistico della città come a Trani.

«La Villa Comunale è stata realizzata nel 1823 ancor prima di quello che sarà il primo piano urbanistico della città di Trani arrivato solo nel 1847. Il piano urbanistico ha preso le mosse dalla geometria della Villa Comunale. Gli assi del giardino tranese hanno determinato quello che è il Borgo ottocentesco attuale. C'era una visione della città dal mare, questo lo voglio sottolineare perché il mare era l'internet dell'antichità, quindi il mare comandava. Avevamo una porta da mare che era il porto e quindi la città dialogava con il resto del mondo attraverso il mare. Dopo c'è stata l'introduzione della ferrovia, quindi la porta da terra della città moderna. Quindi l'asse di via Cavour era quello che ha collegato idealmente, concettualmente, filosoficamente il contatto tra il mare e la terra, tra i nuovi mezzi di comunicazione di allora, l'infrastruttura e la ferrovia, una grande invenzione, è quello che era il passato, la continuità col mare. Quindi noi abbiamo voluto sottolineare questo, abbiamo voluto gettare le basi per una riflessione».

Come ha sottolineato l’arch. Guarnieri, Soprtintendente, non esistono al momento progetti di riqualificazione unitari. Un problema importante considerando che la Villa Comunale era proprio stata immaginata come un unicum tra cultura, storia, aggregazione, socialità e botanica. Ed i problemi di allora erano anche quelli di adesso come emerso dagli archivi privati della famiglia Stella e della famiglia Calò.

«Già, dal 1870 per esempio – ha spiegato l’arch. Onesti - c'era il problema del crollo del muraglione, quindi coloro i quali si accingono ad intervenire su quel muraglione devono studiare quello che è stato fatto prima. Ci vuole un progetto unitario. Non so se si può fare un concorso di progettazione, certo il Comune può bandire un concorso di progettazione. Noi abbiamo dato le basi di questo».

Accanto al convegno da oggi sarà possibile visitare una mostra sul bicentenario della Villa Comunale di Trani all’interno della Biblioteca Comunale “Bovio”.

CS=ITU601

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