A Trani si fanno figli e figliastri. In città non tutti i cittadini con disabilità godono dello stesso rispetto e attenzione. La locanda del Giullare, una realtà che dà lavoro ai ragazzi con disabilità, sta attraversando un periodo difficile e rischia di chiudere per sempre.
Una iniziativa imprenditoriale che ha fatto conoscere Trani in tutta Italia per la sua inclusività e che nasce come estensione di un progetto straordinario che “combatte contro tutte le barriere”.
Eppure, come Martino che per un punto perse la cappa, l'associazione che gestisce la Locanda del Giullare, per soli 3 minuti di ritardo nell’invio della pec, non è stata inserita nel ricco calendario degli eventi Natalizi del Comune di Trani.
È proprio vero che di troppa burocrazia si muore. E Trani sembra soffocata da una burocrazia forte con i deboli e debolissima con i forti. E i ragazzi della Locanda, evidentemente appartengono al primo caso.
Come è stato possibile non accogliere il progetto per il Natale dei ragazzi della Locanda per soli tre minuti di ritardo? Ma, soprattutto, possibile che non si sia trovata una soluzione alternativa al bando? Se in questo fosse incappata una delle “società amiche” sarebbero stati altrettanto inflessibili? Con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Ma, come ripeteva Andreotti: a pensar male si fa peccato, ma spesso si azzecca.
Ricordiamo che il Natale tranese costerà alle casse comunali oltre 400 mila euro, ad oggi ne sono stati impegnati circa 240 mila e ne sono stati “sprecati” oltre 60 mila euro per un inutile teatro che ad oggi non ha svolto l’attività per cui era stato progettato.
Sotto l’albero di Natale (metaforico, non quello delle polemiche in piazza della Repubblica) la Locanda meriterebbe di trovare il suo pacco-dono. E visto che questa amministrazione in “pacchi” è particolarmente esperta, restiamo fiduciosi che si trovi una soluzione.
Maria Grazia Cinquepalmi
