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Amet, Nigretti su dimissioni Paradiso: «Non ha voluto essere un Ad fantoccio»

Le dimissioni dell’ultimo Ad di Amet evidenziano quella che è la realtà più oscura dell’attuale amministrazione.

Le vere ragioni delle dimissioni di Paradiso, ma anche di quelle di Piazzolla e di Pasculli, non le conosceremo mai “da loro” perché hanno fatto una scelta di tranquillità personale.

Le vere ragioni di tutte queste dimissioni sono esattamente quelle che ho manifestato pubblicamente nei mesi scorsi contro una linea di politica che danneggiava non solo l’Amet, ma soprattutto la città di Trani.

È vero, le ragioni affermate dai dimissionari non reggono. Chi non vorrebbe essere nominato amministratore delegato oggi. Tutti. Tutti quelli che vorrebbero dare un proprio apporto professionale al bene di Amet.

Ma a Trani questa figura è solo sulla carta.

L’Ad di Amet è solo un fantoccio nelle mani di chi ha il potere di indicarlo e deve soggiacere a quanto gli viene ordinato. Non ha alcun potere per poter assolvere, con diligenza, il proprio compito istituzionale.

L’oscuro potere si manifesta nella maggioranza del consiglio di amministrazione che è lo stesso che ha deciso di far decadere  l’Ad solo perché si è permesso di opporsi a quei tagli che, invece, avrebbero garantito un servizio pubblico a tutti i cittadini.

E cosa dire del Sindaco che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini, indipendentemente dal colore e dal voto, e invece consente tutto questo assecondando,  anche con commenti pubblici, la mancanza di convenienza economica della sosta a pagamento e della Darsena.

Nulla ha fatto per evitare queste perdite celandosi dietro norme giuridiche che potevano essere tranquillamente superate con azioni strategiche, proprie di chi ha una competenza manageriale, quali l’immediata scissione delle attività di Amet superando il criterio del in house o del subingresso della concessione della darsena alla stessa Amet per non perdere il nostro porto.

Invece nulla ma, soprattutto, nulla per volontà e non per incapacità violando quel dovere di rappresentanza dei cittadini tranesi.

Conosco, avendole vissute, queste manovre e comprendo il perché Piazzolla, dopo la nomina, ha deciso di rinunciare. Comprendo perché Paradiso, dopo 70 giorni, ha deciso di dimettersi. Comprendo le dimissioni di Pasculli immediatamente prima della svendita della pubblica illuminazione.

Non si può scrivere una pagina di storia dove il fine è solo per pochi e non di tutta la città.

Che dire poi del consigliere comunale delegato a indicare il nome dell’Ad che ancora oggi non ha compreso che, in realtà, non conta nulla? È un potere solo simbolico perché l’Ad, in questo costruito scenario, o fa l’amministratore del condominio Amet senza intromissioni oppure deve dimettersi.

E lo stesso discorso vale per i tanti consiglieri comunali che non conoscono, o fanno finta di non vedere, queste manovre che fanno sembrare la dismissione dei servizi pubblici come atto dovuto e che nulla si può fare al contrario se non votare quello che viene detto prima del consiglio comunale.

Tutto questo va contro gli stessi elettori che li hanno votati e che vengono traditi con il loro silenzio.

Restare nel consiglio comunale è bello perché è bello essere chiamati sindaco, consigliere, assessore, presidente.

Come ha detto Papa Francesco all’apertura della porta Santa “Alziamo la Voce, la speranza non è quieto vivere”.

E concludo con le belle parole di Fiorella Mannoia: “Perché io non sono stata mai capace di obbedire a qualche cosa che non sento, stare zitta davanti a chi non mi piace o non manifestare ogni volta il mio dissenso. E lo so, me lo impedisce la coscienza e la libertà che ancora grida dentro, perché all’ipocrisia continuo a preferire il diritto di disobbedire”.  

Angelo Nigretti (ex Ad Amet Spa)


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