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Comprensivo Rbpd, a lezione di legalità con Pinuccio Fazio e l’associazione Libera contro le mafie

Incontro particolarmente coinvolgente ed emozionante per l’intera comunità scolastica della “Rocca-Bovio-Palumbo-D’Annunzio” quello con Pinuccio Fazio, padre di Michele, vittima innocente di mafia, ucciso per errore la sera del 12 luglio 2001 a Bari Vecchia durante una sparatoria per un regolamento di conti tra clan mafiosi.

Il papà di Michele Fazio, accompagnato dalle volontarie dell’Associazione Libera presidio di Trani, Anna Rossi, Antonella Pagone e dal Maresciallo Michele Gallo, è stato accolto dal Dirigente scolastico prof. Giovanni Cassanelli che ha aperto l’incontro con una riflessione sul tema della Legalità e sulla necessità di rendere partecipi e consapevoli le future generazioni partendo proprio dal mondo scolastico.

La lettura del libro di Francesco Minervini “Il grido e l’impegno”, casa editrice Stilo di Bari, ha dato la possibilità alle classi terze di conoscere la storia di Michele.

Il testo nasce dalla testimonianza diretta della famiglia e dalla loro tenace volontà di rendere la tragedia che li ha colpiti un esempio di ricerca della verità e di impegno civile. L’incontro di mercoledì 26 marzo si è svolto nella palestra del plesso Rocca ed è stato fortemente voluto per ascoltare il racconto di un protagonista e per trarne un significativo insegnamento. È stato, certamente, uno dei momenti più emozionanti del Percorso di Educazione alla Legalità e del Progetto Lettura, due assi portanti dell’offerta formativa dell’istituto comprensivo “RBPD”.

I ragazzi avevano letto dunque la storia di Michele, le sue speranze di giovanissimo ragazzo lavoratore sorridente e solare, cresciuto a Bari Vecchia, sempre pronto a collaborare alle spese di casa e aiutare gli amici, ma sentirla raccontare dalla voce di suo padre è stato toccante e di certo resterà scolpito nella memoria degli alunni presenti.

Va ricordato che i genitori di Michele Fazio sono impegnati da anni nel diffondere la cultura della legalità attraverso incontri nelle scuole, nelle parrocchie, nelle carceri, non solo per tenere viva la memoria, ma per continuare a tenere desta l’attenzione, soprattutto dei più giovani, su ogni comportamento che possa essere riconducibile ad una mentalità mafiosa e criminale. Il loro instancabile impegno, la semplicità e l’immediatezza delle loro parole, il dolore sopportato con dignità colpiscono la mente e arrivano dritti al cuore di chi decide di ascoltarli.

Solo grazie alla loro determinazione il caso di Michele è stato riaperto, dopo che il muro di silenzio e omertà aveva nascosto i colpevoli. Ci sono voluti anni per arrivare alla possibilità di ricostruire la verità e vedere condannati gli assassini di un ragazzo di 15 anni che non aveva altra colpa se non quella di abitare nello stesso quartiere dei boss, tra le famiglie più pericolose ed efferate della città. Oggi nel cortile dove si è consumata la tragedia è stato posto un monumento memoriale ed è anche a seguito del tragico epilogo della vita di Michele e all’impegno delle Istituzioni che il quartiere è tornato a vivere e ad essere un luogo sicuro per cittadini e visitatori.

In chiusura Pinuccio Fazio ha voluto rispondere alle diverse domande dei ragazzi e ha ricevuto, in maniera calorosa, l’abbraccio e il supporto di tutta la comunità scolastica.

Una società migliore siamo convinti si possa costruire solo continuando instancabilmente, giorno dopo giorno, a parlare agli studenti di valori importanti come il Rispetto, la Libertà, il Coraggio e la Dignità, proprio come ha fatto con grande determinazione, lucidità e forza d’animo il nostro “amico” Pinuccio.

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