Una grande quantità di mascherine ancora confezionate, presumibilmente provenienti da scuole e strutture sanitarie locali, è stata avvistata nei giorni scorsi presso l’isola ecologica di Trani. Le immagini, che mostrano pacchi interi di dispositivi sanitari gettati tra altri rifiuti, hanno suscitato sconcerto e indignazione.
“È inaccettabile assistere a scene del genere — dichiara Angela Mercorio, rappresentante del movimento Rispettiamo Trani —. Se quelle mascherine sono davvero state acquistate con fondi pubblici, dobbiamo capire chi ha deciso di smaltirle e perché. In un momento in cui le risorse sono limitate, non possiamo permetterci sprechi né superficialità nella gestione dei beni comuni”.
Secondo alcune segnalazioni, un’azienda sarebbe stata incaricata di trasportare il materiale presso l’isola ecologica, ma non è ancora chiaro se si tratti di dispositivi danneggiati o semplicemente accantonati.
“Chiederemo formalmente chiarimenti ad ARPA Puglia, al Comune di Trani e alla ASL BAT — continua Mercorio —. È necessario verificare la regolarità della procedura di smaltimento, i documenti di tracciabilità e le motivazioni che hanno portato a questa decisione”.
Il movimento sottolinea inoltre l’aspetto ambientale della vicenda: “Oltre al danno economico, si aggiunge quello ecologico. Le mascherine sono composte da materiali plastici che dovrebbero essere gestiti con particolare attenzione. Smaltirle in questo modo è un insulto al concetto di sostenibilità che tutti, oggi, siamo chiamati a rispettare”.
“Chiediamo trasparenza, chiarezza e rispetto per la città e per i cittadini. La fiducia nelle istituzioni passa anche da questi gesti di responsabilità”, conclude Angela Mercorio.
