ASCOLTA LA RADIO FM 101 Mhz
Radiobombo
DAL 1978 LA RADIO DI TRANI - DAL 1999 IL PRIMO GIORNALE ONLINE DI TRANI

Caso Cornacchia, la consigliera: «Espulsione? Daspo? Me ne sono andata a causa dei loro diktat»

Con l’avvicinarsi della competizione regionale, il direttivo del partito cittadino, avendo di diritto la candidatura femminile dell’assessora uscente per l’alternanza di genere, ha subito rivendicato una seconda candidatura maschile che potesse affiancare la prima e rappresentare pienamente la città e il territorio della BAT.

In qualità di dirigenti del partito, abbiamo chiesto più volte incontri con la segreteria regionale per discutere delle candidature. Io personalmente, anche in qualità di capogruppo consiliare, avevo raccolto innumerevoli richieste da parte di cittadini simpatizzanti e iscritti che volevano che Trani fosse rappresentata al meglio.

Ma nessun incontro veniva programmato. Circolavano solo voci confuse che invitavano ad attendere, poiché a breve ci sarebbero stati risvolti.

Poi, all’improvviso, una decina di giorni fa — ben prima del 25 ottobre, giorno della scadenza per la presentazione delle liste — abbiamo visto Trani e tutti gli altri comuni della BAT tappezzati con manifesti elettorali del segretario regionale.

Pur non avendo nulla da ridire sulla sua persona, abbiamo chiesto spiegazioni: perché la sua candidatura nella BAT?
Ma niente… nessuno sapeva il perché.
“È stato deciso così.”
Questa la risposta rassegnata del nostro segretario cittadino. Io aggiungo: era un diktat piovuto dall’alto.

“È stata una decisione condivisa”, è stato detto.
Ma condivisa con chi? C’è stato un confronto? Un dialogo?… Questa è democrazia?
Abbiamo solo dovuto ingoiare il rospo.

Ma veniamo alla mia candidatura.

Il 15 ottobre, in una riunione, ci viene finalmente comunicato che ci concedevano una seconda candidatura, ma femminile e nella lista civica “PER”. La condizione sine qua non era però quella di uscire dal PD.
Ancora una volta: perché? Non esiste alcuna norma statutaria che lo imponga.

Ho così iniziato a valutare la possibilità di candidarmi e giovedì 23 ottobre ho espresso la mia volontà di farlo a un gruppo ristretto di persone del mio partito. Qualcuno, però, anche in maniera irruenta, si è opposto, dicendomi che non era possibile perché non dovevo uscire dal PD.

Subito la voce della mia disponibilità si è diffusa, e così rapidamente che gli animi regionali si sono improvvisamente agitati. Mi sono arrivate numerose pressioni.

Dopo l’ennesima notte di riflessione, venerdì 24, in mattinata, ci siamo nuovamente riuniti ed ho confermato la mia candidatura, pur esprimendo la volontà di non voler uscire dal partito, se possibile. Purtroppo questa mia determinazione ha spiazzato molti, e ho ricevuto ulteriori pressioni affinché cambiassi idea.

È arrivata così, immediatamente, la convocazione del segretario regionale per la sera dello stesso giorno. E finalmente, dopo tanti anni, ho avuto il piacere — in qualità di capogruppo — di incontrarlo per la prima volta e poter dialogare con lui.

La riunione è iniziata con il segretario regionale che ha esordito dicendomi che ero diventata “un caso nazionale”, perché avevo commesso un atto molto grave contro lo statuto. Tuttavia, la presunta regola violata non mi è mai stata mostrata.

Ho risposto che il problema ormai non riguardava più il PD, poiché circa un’ora prima avevo inviato una PEC al presidente del consiglio e al segretario generale della città di Trani dichiarando la mia indipendenza e, quindi, la mia uscita dal Partito Democratico.
È un reato questo? È un reato aver deciso liberamente di lasciare il partito?

La mia candidatura in una lista civica è una forma di ribellione contro un modo di fare che ho tollerato troppo e per troppi anni. Ora che finalmente il nostro territorio poteva essere rappresentato da due ottime persone — un uomo e una donna — questo non ci è stato concesso.

Stanca di decisioni calate dall’alto, ho deciso, con rammarico, di lasciare il partito, come riportato nella mia lettera di dimissioni.

Al segretario cittadino voglio esprimere i miei ringraziamenti per la linea tenuta in questi anni, per il buon lavoro svolto e per la buona volontà. Ma evidentemente tutto ciò non è bastato: non è stato sufficiente a scardinare la gangrena del partito.

A lui, che ha usato il termine “stigmatizzare” per gettare fango politico su di me, dico che forse non si è reso conto che quel termine, in realtà, celava la verità: queste mie “stigmate politiche” rappresentano il modo per espiare le colpe e i peccati altrui.

Per anni sono stata schiava del partito, con il “marchio addosso”, obbedendo a decisioni spesso contrarie alla mia volontà. Ma l’importante, adesso, è aver avuto il coraggio di ribellarmi: basta diktat!

Al commissario Parrini dico che un partito “Democratico” che mette il daspo a chi decide di far valere la propria libertà di lasciare il partito in piena autonomia… forse ha sbagliato sigla politica.

Irene Cornacchia


Notizie del giorno

Piazza 11 Settembre, il chiosco torna a gara: la prima andò deserta Maltempo, interrotta la Bari-Lecce: forti disagi per la circolazione Caro vita e disagi nelle scuole, venerdì manifestano gli alunni del De Sanctis Provincia Bat, si è insediato il dottor Lazzaro: il benvenuto di Lodispoto Bimba investita, Gargiuolo (Fdi): «Strisce presenti e visibili in tutta la città» Puglia Popolare, Francesco Giusto commissario cittadino Caro vita, agricoltori e autotrasportatori in presidio a Trani: «Vogliamo risposte serie» Galiano al presidio degli agricoltori: «Trani è al loro fianco» Parcheggio sballato, vigili diventano «navigatori»: multa e rimozione Riposizionamenti, Briguglio dai Popolari a Per Trani Dimissioni ritirate, Carrabba (Oikos): «Sindaco illustri accordi alla base del ripensamento» De Amicis, bagni a misura di ogni bambino grazie al Rotary club. Foto Art turism, vent’anni di bellezza e territorio Rinviata per maltempo la presentazione del bike sharing elettrico Step Cause lavoro ed Ai: questo mercoledì incontro Conflavoro al Polo museale La fotografia unisce Trani e Camogli: fino al 10 novembre «Mare, pietra e radici» allo chalet Mese dello screening: pap-test e Hpv test day nei consultori di Trani e Bisceglie il 22 e 23 ottobre Caro vita, diocesi Trani solidale con gli operatori Musica, teatro e arte: Palazzo Beltrani supera le 11mila presenze Zelig torna in Puglia e sceglie Trani Usura, quattro arresti Gdf su decisione Gip di Trani In auto con dieci chili di hashish: arrestato un 50enne di Trani Rocca-De Amicis, ufficiale per giunta ma adesso decide Regione Dallo chef tranese Di Tondo un viaggio nei sapori della Puglia Rugby, Draghi vincono a Bari all'esordio in C interregionale Sport life academy, due atlete in finale ai Campionati italiani Esordienti B di judo Caro vita, incontro operatori-sindaco: verso una manifestazione anche a Trani Caro vita, la crisi del comparto agricolo in due documenti: le tante criticità È in edicola il nuovo numero del Giornale di Trani: «Contropiede» Piazzetta Peter Pan, ripresi i lavori. Marinaro: «Felice, ma perché non comunicarlo?» Ripascimento, riapre cantiere villa: limitazioni da piazza Tiepolo Rubrica storica: via Luigi De Gennaro Nomos, successo per “Love and moon” nel festival musicale dell’associazione Arcadia Dermatologia, concluso a Trani il congresso regionale. Fiorella: «La diagnosi precoce fa la differenza» Palazzo Carcano, nel nuovo tribunale la Trani di duemila anni fa. Le foto «Puliamo il mondo», Legambiente in azione in piazza Teresa di Calcutta «Salvare una vita può dipendere da tutti»: in piazza la campagna promossa da Oer Squinzano e Canosa non mollano, Trani resta terzo e domenica Taranto Juve Trani si sblocca contro Maddaloni, Fortitudo ko sul campo del Cus Bari Rullo Polisportiva, al ritorno in campo netto 6-1 a Stornarella Karate, quattro podi al Trofeo Due Mari per la sezione di Trani delle Fiamme Cremisi