Con un'ordinanza d'urgenza, il giudice del Lavoro presso il Tribunale di Trani, Angela Arbore, ha accolto il ricorso presentato dai genitori di un bambino con disturbo dello spettro autistico, imponendo alla Asl Bat di attivare, in via diretta o tramite strutture convenzionate, il percorso riabilitativo individuale.
Lo rende noto l'associazione Autismo Abruzzo Aps, per voce del presidente Dario Verzulli, evidenziando come la decisione rappresenti «una delle prime pronuncice nella Regione Puglia» su questa materia.
Nell'ordinanza si sottolinea che il tempo è un elemento strutturale della cura, soprattutto in età evolutiva, e che il ritardo può determinare un pregiudizio grave e non pienamente riparabile successivamente.
«Gli avvocati Francesca Zitoli e Salvatore Romanelli del Foro di Trani, con il prezioso supporto del nostro avvocato Gianni Legnini, che da anni ci assiste per far valere diritti acquisiti ma non applicati dalle Asl, hanno assistito i genitori ottenendo questo importante provvedimento che si inserisce nel solco di una giurisprudenza sempre più attenta all'effettività della tutela del diritto alla salute», dichiara Verzulli. «La nostra esperienza legale, dopo Molise, Campania e Lombardia, arriva anche in Puglia come supporto professionale».
La Asl Bt aveva richiamato difficoltà organizzative e carenze di personale per giustificare la mancata erogazione delle prestazioni. L'ordinanza ribadisce con fermezza che tali circostanze non possono essere opposte all'assistito quando è in gioco il diritto alla salute.
Il giudice ha ritenuto sussistenti sia il fumus boni iuris, richiamando l'articolo 32 della Costituzione e il quadro normativo nazionale e regionale in materia di autismo, sia il periculum in mora. «Particolarmente rilevante è il passaggio in cui si esclude che la mera presa in carico formale possa ritenersi satisfattiva dell'obbligazione pubblica, ove non seguita dall'effettiva erogazione delle prestazioni prescritte», sottolinea Verzulli.
La decisione assume rilievo anche perché chiarisce che, nel sistema regionale, la funzione di indirizzo spetta alla Regione, ma l'erogazione dei servizi avviene tramite la rete territoriale e le Asl, riconoscendo così la legittimazione passiva della Asl Bat nel giudizio.
«La pronuncia di Trani si aggiunge a precedenti decisioni in altre regioni e rafforza un principio essenziale - fa sapere l'avvocato Romanelli -: i contributi economici e i sostegni sociali sono strumenti importanti, ma non possono sostituire il percorso riabilitativo prescritto dal sistema sanitario pubblico».
L'ordinanza rappresenta un importante precedente per tutte le famiglie che si trovano a fronteggiare ritardi e inerzie nell'erogazione di terapie essenziali per i bambini con disturbi dello spettro autistico.
