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Giornata memoria, fino al 31 gennaio mostra su Wilhelm Brasse al Polo museale

«Ho guardato la morte negli occhi. L'ho fatto cinquantamila volte» — Wilhelm Brasse

Il 27 gennaio non è una semplice ricorrenza sul calendario, ma un battito profondo nel cuore della storia; un istante necessario in cui il mondo intero è chiamato a fermarsi. È un impegno solenne che sfida l’erosione del tempo e il silenzio dell’oblio, una promessa sussurrata con devozione a chi, oggi, non ha più voce. In questo solco di responsabilità, la Fondazione S.E.C.A. si conferma non solo promotrice di cultura, ma vigile custode della dignità umana. Con una visione lungimirante, la Fondazione agisce come una sentinella della memoria collettiva, convinta che il passato non debba essere solo archiviato, ma vissuto come monito pulsante per il presente.

Quest’anno, l’invito è quello di un incontro ravvicinato con l’abisso e, al contempo, con la speranza, attraverso l’esposizione della Olympia Robust, la macchina per scrivere che con i suoi tasti d'acciaio mise nero su bianco l'orrore burocratico nazista, e lo sguardo di Wilhelm Brasse, il fotografo che fu costretto a imprimere l’indicibile nell’obiettivo di una Leica, la Fondazione squarcia il velo del tempo.

Dal 26 al 31 gennaio: una settimana in cui il tempo si sospende e Trani si fa custode di un segreto che l'umanità non può permettersi di dimenticare.

Non è solo il rito di una ricorrenza, ma un triduo della coscienza che la Fondazione S.E.C.A. offre alla comunità, trasformando la corte del Polo Museale Diocesano in un sacrario dove il silenzio si fa testimonianza. Varcare la soglia del Museo significa compiere un viaggio nelle pieghe più oscure del Novecento. È qui che le tracce si fanno carne: la gelida precisione metallica della Olympia Robust, la macchina per scrivere che batté i ritmi dell'orrore, incrocia gli scatti rubati all'abisso da Wilhelm Brasse.

In quegli istanti catturati, la Storia smette di essere un capitolo di un libro per diventare un grido che ancora ci interroga. Scolaresche, cittadini e turisti non saranno semplici spettatori, ma testimoni per procura. Sono chiamati a "toccare con gli occhi" le cicatrici di un passato che vibra ancora sotto la pelle del nostro presente, per comprendere che la Giornata della Memoria non è un altare al dolore, ma una bussola per la libertà.

La Fondazione S.E.C.A., sentinella instancabile di questa eredità, invita ogni visitatore a non distogliere lo sguardo, affinché l'orrore di ieri diventi la vigilanza di domani.

Perché la memoria non è cenere che soffoca il passato, ma il fuoco vivo che illumina il cammino, l’unica luce capace di impedire che il buio torni a rivendicare il proprio spazio nel cuore degli uomini.

Ingresso libero – Polo Museale di Trani, piazza Duomo 8/9.

Per informazioni Fondazione S.E.C.A. : tel. 0883582470 | email. info@fondazioneseca.it

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