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Crisi Amet, Mercorio: «Stop polemiche, guardare avanti e rilanciarla»

Il dibattito che si è aperto in questi giorni sulla gestione di Amet e dei servizi pubblici cittadini, a seguito delle dichiarazioni del sindaco Bottaro e della replica del candidato Guarriello, rischia purtroppo di trasformarsi nell’ennesimo confronto politico basato su letture parziali e ricostruzioni contrapposte. La realtà, come spesso accade nelle questioni amministrative complesse, è molto più articolata.

Efficientamento energetico

Sul tema dell’efficientamento della pubblica illuminazione, il confronto tra l’adesione alla convenzione Consip e una gestione diretta da parte di Amet non può essere ridotto a una contrapposizione semplicistica.

Da un lato, è vero che la convenzione CONSIP consente tempi più rapidi e condizioni standardizzate a livello nazionale. Dall’altro, è altrettanto vero che una gestione diretta da parte di una società pubblica locale può garantire maggiore controllo sul servizio e sugli investimenti nel lungo periodo.

Ridurre la questione a “Amet non era in grado” oppure, al contrario, a “il Comune ha sbagliato tutto” significa semplificare eccessivamente una scelta che avrebbe meritato un confronto tecnico e politico più approfondito.

Gestione dei parcheggi

Anche sul tema della gestione dei parcheggi il dibattito appare fortemente polarizzato.
Da un lato si sostiene che non vi fossero più le condizioni normative per proseguire con l’affidamento ad Amet; dall’altro si afferma che il servizio avrebbe potuto essere affidato a un’altra società partecipata.

Entrambe le posizioni colgono solo una parte della questione. Il vero nodo riguarda piuttosto quale modello di gestione dei servizi pubblici locali la città intenda adottare: se puntare su società pubbliche efficienti e rafforzate oppure su affidamenti esterni regolati dal mercato.

Si tratta di un tema strategico che meriterebbe un confronto più ampio e meno strumentale.

La questione della darsena

Anche sulla vicenda della darsena il confronto rischia di essere semplificato.
Il mancato completamento del Piano Regolatore del Porto rappresenta certamente un limite amministrativo che si trascina da anni. Allo stesso tempo, però, il quadro normativo sulle concessioni demaniali è stato negli ultimi tempi estremamente incerto e soggetto a continui cambiamenti.

Attribuire tutta la responsabilità a una sola amministrazione o, al contrario, ridurre tutto alla complessità normativa non aiuta a comprendere davvero il problema.

Vendita di energia

Infine, sulla vendita di energia è noto che si tratta di un’attività caratterizzata da margini molto ridotti e da rischi elevati per una società pubblica.

Allo stesso tempo, è vero che negli anni passati il settore ha attraversato fasi di mercato che avrebbero potuto offrire opportunità diverse.

Anche in questo caso il punto non è stabilire chi abbia completamente ragione o torto, ma capire quali scelte strategiche debbano guidare il futuro di Amet.

Guardare oltre la polemica

Il rischio è che il confronto tra maggioranza uscente e opposizione si riduca a uno scambio di accuse reciproche, senza affrontare il nodo centrale: quale ruolo debbano avere le società partecipate nello sviluppo della città.

Amet non può essere utilizzata come terreno di scontro politico. È un’azienda pubblica che gestisce servizi essenziali e che deve essere messa nelle condizioni di operare con chiarezza strategica, stabilità gestionale e competenze tecniche adeguate.

Trani ha bisogno di un confronto più serio e meno polemico sui servizi pubblici locali, capace di guardare non solo al passato ma soprattutto alle scelte che determineranno il futuro della città.

Angela Mercorio - Rispettiamo Trani


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