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Rubrica storica: via don Pasquale Uva

"TRA STRADE E STORIE...PILLOLE DI TRANESITÀ"

Via don Pasquale Uva



COLLOCAZIONE: tratto toponomastico presente dal civico n. 19 di via Pozzo Piano sino a viale De Gemmis. Intitolazione approvata con delibera comunale del 1987, in sostituzione alla “8^ Strada a denominarsi”.

STORIA: Pasquale Uva nasce nella vicina Bisceglie, il 10 agosto 1883. Ricevuta una sana educazione cattolica, si forma presso i seminari della sua città natale, a Benevento ed infine a Conversano. I suoi studi proseguono, conseguendo due lauree: Sacra teologia e Diritto canonico. Ordinato sacerdote il 15 agosto 1906, nell’inverno dello stesso anno è colto improvvisamente da una forte tempesta. Trova rifugio in una rivendita di libri usati e, acquistandone due, è abbagliato dalla figura di s. Giuseppe Cottolengo, figura di spicco piemontese delle opere di carità per i più bisognosi. Così, don Pasquale avverte una vera chiamata al servizio dei bisognosi, che desidera concretizzare nella sua Bisceglie. Difatti, a seguito della nomina a parroco di s. Agostino, il 10 agosto 1922 è fondata l’Opera “Casa della Divina Provvidenza”, per l’accoglienza della gente epilettica, diversamente abile, paralitica e con fragilità fisiche e mentali. Avviata la realtà senza non poche difficoltà, nel 1933 prende inizio l’ospitalità verso gli schizofrenici e gli epilettici, ampliando i padiglioni e fondando il ramo psichiatrico. Il 13 settembre 1955, il Canonico muore lasciando la sua eredità alle suore Ancelle della Divina Provvidenza, sorte fin dagli inizi come sostegno essenziale a un’opera destinata a lasciare un segno duraturo. In riconoscimento della sua testimonianza, il Seminario diocesano di Bisceglie ha intitolato al Servo di Dio don Pasquale Uva il proprio edificio, luogo dedicato alla formazione delle nuove generazioni alla fede cristiana.


ANEDDOTI

  • Una città nella città: l’imponente Opera dedicata alla Divina Provvidenza ha segnato profondamente, e continua ancora oggi a segnare, l’immaginario collettivo di Bisceglie e del territorio circostante. Al suo interno si distingue la chiesa intitolata a San Giuseppe, sposo di Maria, comunemente chiamata da tutti “basilica”, attorno alla quale si sviluppano strade, vicoli, scorciatoie e grandi fabbricati. Una vera e propria città dentro la città. Il complesso, prima della dismissione dei manicomi avviata con la Legge Basaglia del 13 maggio 1978, arrivò ad accogliere circa cinquemila ricoverati, ai quali si aggiungevano quasi tremila lavoratori, tra amministratori, medici, infermieri, operai e manovali. Una realtà enorme, con quasi diecimila presenze complessive. L’Opera si distinse anche per la sua organizzazione interna, dotandosi di servizi autonomi e laboratori: cucina, barberia, forno, ebanisteria, sartoria e altre attività pensate anche come occasioni di apprendimento. Molti ospiti, infatti, venivano coinvolti in piccoli percorsi lavorativi, spesso simbolici ma importanti, capaci di offrire dignità, riscatto sociale e un senso di appartenenza. Per tante persone, più che un semplice luogo di cura, la Casa della Divina Provvidenza divenne l’ultima famiglia possibile: un punto di riferimento, uno spazio di sopravvivenza e, in molti casi, l’unica comunità rimasta dopo l’allontanamento o l’abbandono da parte delle famiglie. Con il passare degli anni, l’esperienza avviata a Bisceglie trovò continuità anche altrove, con la nascita di nuove strutture psichiatriche dedicate alla Divina Provvidenza a Foggia, Guidonia, Potenza e Palestrina.

  • Un punto di ritrovo tranese: il 16 aprile 1972, in via Giovanni Bovio n. 181 a Trani, è inaugurato il Circolo “Don Pasquale Uva”. L’idea scaturisce proprio dagli operai della struttura, per la maggior parte residenti a Trani, così da intrattenersi e passare assieme il tempo libero. La cerimonia vede l’intervento dell’arcivescovo Giuseppe Carata, del comm. Lorenzo Antonio Leone, segretario generale dell’ente, del sen. Pennacchio, dell’avv. Angelo Pastore, di altre autorità e del padre spirituale del C.d.P., il can. Felice Posa. Le autorità hanno tenuto dei brevi discorsi celebrativi, conclusi dalle parole di Alfredo Cavalieri, presidente del circolo e impiegato come sarto nella realtà descritta.

  • Il ricordo a Milano: il circolo culturale “Ponte Lama”, collaborando coi comuni di Bisceglie e Milano, il 17 maggio 1987 provvede ad una cerimonia commemorativa per permettere ai milanesi di scoprire la figura del canonico Uva. Presso la basilica di s. Ambrogio il card. Corrado Ursi presiede il solenne pontificale, alla presenza di centinaia di suore della Provvidenza, coi prelati Carata, Verzeleri, Martini. Fa seguito alla funzione, il momento presso il teatro “Gnomo”, assieme al presidente del circolo, di cui sopra, il perito industriale Stefano de Feo e il cav. Francesco Carriera. Persino il sindaco di Milano Giuseppe Zola si congratula per ridato slancio ad un uomo dedito alla carità cristiana, pur rimanendo sempre umile e lavorando con ferma tenacia.
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    BIBLIOGRAFIA 

  • Giuseppe Giusto“Tante strade, tanta storia”, Regione Puglia, 2003, p. 182
  • Casa Divina Provvidenza“L’eco della Carità”, 1972, n. 2, pp. 68-69, Bisceglie
  • Benedetto Ronchi – “Il Tranesiere”, 1979, XXI, n. 2, pp. 5-6
  • Raffaello Piracci – “Il Tranesiere”, 1972, XIV, n. 8, p. 10; 1987, XXIX, n. 2, p. 34
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    In copertina, don Pasquale Uva. In allegato:

  • Inaugurazione del Circolo “Don Pasquale Uva” a Trani, 16/04/1972
  • Vincenzo Leone, ispettore dei lavoratori presso l’Opera “Casa della Divina Provvidenza”, 1964 ca., per gentile concessione di Alfredo Cavalieri
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