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Foro Italico, Sinner elimina Pellegrino (6-2, 6-3) ma gli rende merito: «Grande Andrea»

«Non mi spaventa giocare contro Sinner sul Centrale, però comunque mi emoziona parecchio». Lo aveva dichiarato alla vigilia Andrea Pellegrino, e così è stato: testa altissima e sconfitta onorevole, per 6-2, 6-3, agli ottavi di finale degli Internazionali d'Italia contro il numero 1 al mondo Jannik Sinner. Al Foro Italico, il biscegliese con forti radici tranesi ha vissuto la giornata più importante della sua carriera tennistica.

Per Andrea Pellegrino, 29 anni, la settimana romana è stata qualcosa di inimmaginabile fino a pochi giorni fa. Partito dalle qualificazioni - e senza aver mai disputato in precedenza il tabellone principale di un Masters 1000 - il pugliese ha compiuto un cammino straordinario: vittoria al primo turno contro il connazionale Luca Nardi, avanzamento per ritiro del francese Arthur Fils e, soprattutto, il successo più importante della sua carriera contro lo statunitense Frances Tiafoe, numero 22 del ranking mondiale, superato con il punteggio di 7-6 e 6-1.

Un percorso che lo ha consacrato, già prima dell'incontro con Sinner, come il terzo tennista con il ranking più basso a raggiungere il quarto turno degli Internazionali d'Italia, alle spalle soltanto di Stan Wawrinka nel 2022 e di Lorenzo Musetti due anni prima. Con questo risultato, il numero 155 della classifica Atp ha scalato ventisei posizioni in un colpo solo, avvicinandosi sensibilmente al suo best ranking.

Sul Centrale, gremito come sempre in questa settimana di grande tennis romano, Sinner non ha lasciato molti varchi al connazionale. Il numero 1 al mondo ha dominato il primo set per 6-2 con una percentuale di punti vinti sul primo servizio del 79%, a fronte del 46% di Pellegrino: un dato che racconta, meglio di qualsiasi commento, la sproporzione tecnica fra i due. Il campione altoatesino ha chiuso i suoi turni di battuta senza concedere un solo doppio fallo - rispetto all'uno del biscegliese - e con tre ace, uno in più rispetto all'avversario.

Nel secondo set il copione è rimasto simile, con Sinner che si è imposto per 6-3 in un incontro durato complessivamente circa un'ora e mezza. Da segnalare come la percentuale di punti vinti al secondo servizio sia risultata identica per entrambi - il 63% - a testimonianza di come Pellegrino, nei momenti in cui il numero 1 al mondo abbassava leggermente i ritmi, sapesse comunque tenere botta. La percentuale di prime palle in campo ha visto Sinner prevalere con il 64% contro il 56% dell'avversario.

Al termine del match, il campione altoatesino ha riservato a Pellegrino un omaggio che, al di là del risultato, rimarrà impresso nella memoria del tennista pugliese: con un pennarello, Sinner ha scritto «Grande Andrea» su una delle telecamere a bordo campo. Un gesto spontaneo e sincero, accolto con entusiasmo dagli spalti, che già in precedenza avevano tributato lunghi applausi al biscegliese.

Il riconoscimento è apparso quanto mai meritato, per un giocatore che - dopo anni trascorsi a macinare chilometri nei tornei Challenger - ha trovato a Roma il palcoscenico più grande della sua vita sportiva e non ha fatto sfigurare né se stesso né la sua città.

Il successo ha consentito a Jannik Sinner di raggiungere la 31ª vittoria consecutiva nei tornei Masters 1000, eguagliando un primato che apparteneva a Novak Djokovic. Ai quarti di finale, il campione italiano troverà uno tra Andrey Rublev e Nikoloz Basilashvili, in quello che resta il torneo di casa sua per eccellenza, a caccia di un titolo che al tennis italiano manca dagli anni Settanta.

(foto da Cronache di tennis)


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