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Comunali, De Simone (Fdi): «Sanità pugliese allo sfascio, urge commissione d'inchiesta»

Presi i voti degli ignari elettori pugliesi e conquistata nuovamente la Regione, ora la “sinistra” presenta un conto salatissimo per la malagestione della Sanità e già i pugliesi sentono odore di “tasse” in arrivo.
Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia alla Regione, per bocca del suo capogruppo Pagliaro, ha assunto una posizione durissima e intende fare il possibile per evitare che il governo regionale decida di prelevare denaro dalle nostre tasche, noncurante di quello che accade in questo momento nel mondo a discapito delle famiglie.
Il povero Presidente Decaro ha dunque trovato una amara sorpresa preparata dal suo predecessore.
Allora, in attesa di capire dove sono le responsabilità non solo politiche, Decaro si astenga dal conferire all’ex Presidente Emiliano l’incarico di consulente giuridico e lo mandi a fare il magistrato e il papà a tempo pieno, anche perché Decaro ha già diversi esperti giuridici di cui può avvalersi in ogni settore.
Piuttosto si facciano seri e rigorosi approfondimenti sulle cause dello spaventoso disavanzo di bilancio, istituendo una “commissione consiliare di inchiesta o di indagine”.
Suggerisco anche di ascoltare l’ex consigliere e assessore regionale Fabiano Amati che in passato ha affrontato lo stesso problema evitando di torchiare i pugliesi.
Del resto, il quadro che emerge in queste settimane è drammatico e conferma ciò che i cittadini vivono ogni giorno sulla propria pelle: una sanità pugliese al collasso, ospedali in difficoltà, personale insufficiente, pronto soccorso congestionati e liste d’attesa ormai fuori controllo. Altro che eccellenza sanitaria. In molte strutture una visita specialistica o un esame diagnostico diventano un percorso ad ostacoli, con tempi che spesso superano ogni limite di tollerabilità e costringono i pugliesi a rivolgersi al privato o a migrare verso altre regioni.
Come ribadito anche da Fabio Romito, capogruppo della Lega in Consiglio regionale, siamo di fronte al più importante aumento della pressione fiscale degli ultimi dieci anni, perché l’addizionale regionale Irpef finirà per colpire indistintamente tutti i cittadini pugliesi. E ciò che rende ancora più grave questa situazione è che, nonostante il sacrificio economico richiesto alle famiglie, i servizi sanitari continueranno a non essere all’altezza.
A nulla servono i continui annunci propagandistici sulle “visite anticipate” o sugli interventi straordinari sbandierati settimanalmente dalla Regione. I pugliesi conoscono bene la realtà: prenotazioni impossibili, Cup paralizzati, esami rinviati di mesi o addirittura di anni. Emblematico il caso denunciato dal centrodestra di visite cardiologiche disponibili addirittura nel 2028, una situazione che assume i contorni della beffa per cittadini che pagano tasse sempre più alte senza ricevere servizi adeguati.
Eppure le risorse economiche non sono mancate. Con il governo nazionale il Fondo sanitario ha registrato un incremento di 17 miliardi di euro e la quota destinata alla Puglia è aumentata dal 2022 ad oggi di circa 700 milioni, arrivando quasi a 9 miliardi complessivi. A questo si aggiungono ulteriori 130 milioni ottenuti grazie ai nuovi criteri di riparto. Viene quindi spontaneo chiedersi come siano stati gestiti questi fondi e perché, nonostante le maggiori risorse disponibili, la sanità pugliese continui a precipitare tra disservizi, debiti e inefficienze.
Intanto emergono nuovi allarmi sui conti delle Asl, sui controlli amministrativi e perfino sulle verifiche relative ai titoli di studio di alcuni assunti. Parallelamente, mentre si inaugurano nuove strutture legate al Pnrr, manca ancora il personale necessario per renderle realmente operative. Una situazione paradossale che dimostra l’assenza di una programmazione seria e concreta.
In questo scenario appare quanto meno inopportuno il tentativo di affidare a Michele Emiliano un nuovo ruolo di consulenza regionale. Dopo aver lasciato una sanità in queste condizioni, Emiliano dovrebbe piuttosto tornare a fare il pubblico ministero o dedicarsi alla sua famiglia, lasciando spazio a chi oggi ha il dovere di risanare una situazione finanziaria e sanitaria diventata insostenibile.
La verità è che il “modello Puglia” propagandato per anni si sta rivelando per quello che è: una gestione fatta di annunci, spot e consenso politico, mentre i cittadini fanno i conti con ospedali in affanno, servizi insufficienti e nuove tasse in arrivo. Prima di mettere ancora una volta le mani nelle tasche dei pugliesi, la Regione dovrebbe spiegare con chiarezza chi ha prodotto questo enorme disavanzo e quali responsabilità politiche abbiano avuto Emiliano e la sua gestione.
La Puglia non ha bisogno di propaganda, ma di trasparenza, serietà amministrativa e rispetto per i cittadini che ogni giorno pagano le conseguenze di una sanità che non funziona.
Prof. Giuseppe De Simone (candidato in Fdi al consiglio comunale con Angelo Guarriello sindaco)
 
Articolo pubbliredazionale

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