La IX edizione del Calice di San Lorenzo potrebbe non svolgersi: il Comune di Trani non avrebbe ancora accordato l’autorizzazione per i giorni 7 e 8 agosto, nonostante avesse già sottoscritto, sin dallo scorso 2 marzo, un accordo di collaborazione con l’associazione organizzatrice, senza evidenziare profili di criticità e, quindi, facendo accellerare il complesso iter organizzativo.
Sarebbe questo, al momento, lo stato dell' arte, secondo quanto si apprende da ambienti vicini all’organizzazione, in attesa di riscontri ufficiali tanto dall’associazione quanto dall’amministrazione comunale.
L’EVENTO E IL SUO PROFILO
La manifestazione, nata come appuntamento enogastronomico locale, è cresciuta nel corso degli anni fino ad assumere un profilo di richiamo anche internazionale. Non è un caso che, in una delle edizioni precedenti, tra gli ospiti figurasse la dottoressa Milena Del Grosso, direttrice dell’Istituto per il Commercio Estero (Ita) in Brasile e responsabile della promozione agroalimentare italiana all’estero, presente insieme con l’onorevole Fabio Porta. Quest’ultimo, da parte sua, mise in contatto la città di Trani con le nuove generazioni di italiani in Brasile, promuovendo i viaggi di ritorno nei luoghi delle radici. Entrambi potrebbero presenziare anche all’edizione di quest’anno, qualora essa riuscisse a tenersi. Da non dimenticare l'Assessorato regionale all'agricoltura che, riconoscendone i meriti, da anni sostiene l'evento.
IL NODO AUTORIZZATIVO
A complicare il quadro è intervenuta una nota del dirigente del Suap comunale, datata 29 aprile, che - facendo riferimento a un verbale di dirigenti comunali - rappresentava come, «viste le attuali condizioni dell’area, interessata da criticità per viabilità, presenza di cantieri e profili di sicurezza», allo stato non sarebbe possibile assicurare il pieno rispetto degli standard richiesti per lo svolgimento della manifestazione. L’associazione organizzatrice sarebbe stata quindi invitata a presentare un’eventuale rimodulazione organizzativa.
La circostanza appare tanto più singolare se si considera che il sindaco Amedeo Bottaro aveva già autorizzato e sottoscritto, sin dal 2 marzo 2026, l’accordo di collaborazione con l’associazione per le date del 7 e 8 agosto. Un impegno formale che la nota del dirigente sembrerebbe di fatto rimettere in discussione, citando la concomitanza con altro evento, la presenza di un cantiere in piazza Re Manfredi e motivi di sicurezza.
LA RISPOSTA DELL’ORGANIZZAZIONE
L’associazione non avrebbe lasciato cadere nel vuoto le osservazioni comunali. Il presidente, ingegner Davide Laraia, avrebbe già risposto con una nota in cui, ribaltando la prospettiva, considera l’esistenza del cantiere non un punto critico bensì un punto di forza rispetto all’edizione dello scorso anno, svoltasi anch’essa in concomitanza con un’altra manifestazione. La tesi dell’organizzazione è che l’impresa appaltatrice abbia realizzato un’ampia e specifica carreggiata, indispensabile per il transito di mezzi, personale e cittadini - si pensi all’accesso al Tribunale - che garantirebbe la viabilità in misura addirittura superiore rispetto all’anno precedente, assicurando il passaggio anche ai mezzi di soccorso. Peraltro, se all'associazione non vengono fornite le idonee documentazioni richieste, questa sarebbe impedita nel proporre ogni utile ed ulteriore rimodulazione.
I NUMERI DELLA MANIFESTAZIONE
A rendere ancora più pesante l’eventuale rinuncia sono i numeri che la manifestazione è in grado di esprimere: oltre cento collaboratori, trentacinque aziende provenienti da tutte le province pugliesi, due gruppi di musica popolare, due dj set, dirette radiofoniche con Radio Bombo e Radio Radiosa per la Basilicata, postazioni astronomiche e un imponente servizio di vigilanza e sicurezza garantito dal Gruppo di Volontariato e Protezione Civile dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato. A conferire alla manifestazione un’impronta di particolare valore sociale è poi la presenza di ben tre aziende formate da giovani autistici - BirrAut, AutnotAut e Il Giullare - che partecipano «senza differenze», insieme con la rete Trani Autism Friendy. Le presenze complessive dell’intera regione si attestano tra le venticinque e le trentamila unità, con due pullman organizzati provenienti dalla provincia di Foggia.
Numeri degni di grande attenzione, che rendono ancora più difficile comprendere le ragioni di un eventuale diniego definitivo. Nelle prossime ore si tenterà di mettersi in contatto con il presidente dell’associazione e con l’amministrazione comunale per conoscere maggiori dettagli su una vicenda che, se dovesse concludersi con la soppressione dell’evento, priverebbe Trani di una delle più importanti manifestazioni estive per numero di visitatori, aziende coinvolte e collaboratori impegnati.
