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Comunali: la ricetta di Guarriello fra commercio, imprese e agricoltura

La città, per chi la vive ogni giorno tra serrande che si alzano all’alba e cantieri che resistono alle stagioni difficili, non è mai soltanto uno sfondo: è un organismo economico che respira, soffre e si trasforma. Ed è proprio da questa immagine di Trani che Angelo Guarriello, candidato sindaco del centrodestra, sceglie di partire per il capitolo dedicato a economia, commercio e lavoro del suo programma elettorale.

“Non giriamoci attorno: Trani deve creare e tutelare il lavoro, altrimenti non c’è futuro” afferma Guarriello, mettendo al centro una visione che lega lo sviluppo della città alla capacità di dare stabilità a chi produce, investe e tiene viva l’economia locale.

Nel suo impianto programmatico, il primo nodo è quello delle regole, che devono essere “chiare e certe, stop ai favoritismi”. Per il candidato, “bisogna sostenere chi tiene aperto un negozio, chi fa impresa, chi crea lavoro. Bisogna semplificare la burocrazia”, richiamando anche la necessità di rendere più efficaci gli strumenti già esistenti, a partire dal Distretto Urbano del Commercio, le cui iniziative – secondo la sua proposta – devono essere più aderenti alle reali esigenze dei commercianti.

Accanto al commercio, il tema dell’industria torna con forza nel programma: il rilancio dell’area industriale viene indicato come una priorità non più rinviabile, “non a parole, ma con interventi concreti”.

La campagna elettorale, però, ha aperto anche uno sguardo diverso sulla città. “Candidarsi a sindaco ti cambia lo sguardo: inizi a vedere la città in modo diverso e ti avvicini a realtà che prima, semplicemente, non conoscevi” osserva Guarriello. Tra queste, il settore lapideo, i marmisti, una tradizione che ha segnato profondamente l’identità produttiva di Trani e che oggi, secondo il candidato, vive una condizione di progressivo abbandono.

Emblematica, in questo senso, la situazione di piazza Gradenigo, definita “porta di ingresso al centro antico” e oggi segnata da una prevalenza di superfici in cemento. Da qui una riflessione che diventa anche richiamo identitario. “Ci siamo dimenticati che Trani è la città della pietra? Ci siamo dimenticati dei nostri scalpellini e scultori? Ci siamo dimenticati di Antonio Bassi? Si tratta della nostra identità, la nostra storia, le nostre radici”.

La proposta è netta: riportare la pietra di Trani al centro degli interventi pubblici, non solo come scelta estetica ma come leva economica. E introdurre nei bandi pubblici un principio di premialità per chi utilizza materiali locali, sostenendo così anche le imprese del settore.

Lo sguardo si sposta poi alle campagne. L’agricoltura, sottolinea Guarriello, resta un comparto segnato da criticità strutturali: strade rurali dissestate, assenza di fogna bianca, carenza di acqua e, in alcuni casi, mancanza persino dell’energia elettrica. “Nel 2026, a Trani, ci sono aziende agricole che lavorano senza servizi di base. Questo è inaccettabile”, denuncia.

Un quadro che, per il candidato sindaco, impone una risposta immediata: riportare dignità e infrastrutture anche nelle zone rurali, dentro una strategia complessiva che rimetta al centro lavoro, impresa e identità produttiva della città.

Articolo pubbliredazionale

 


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