Dodici pini su quasi cento sono in corso di abbattimento per consentire la riapertura della pineta adiacente la chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie, situata tra via Cappuccini, via Giachetti e via delle Tufare. Un numero che avrebbe potuto essere di gran lunga superiore, se il parroco, don Vincenzo Giannico, non si fosse opposto con fermezza a quello che, nelle intenzioni iniziali, si profilava come un taglio indiscriminato degli alberi.
L’ultimo parere dell’agronomo incaricato della valutazione ha ridotto a dodici gli esemplari da sacrificare, preservando così l’aspetto complessivo della pineta e, soprattutto, consentendo una riapertura in tempi relativamente brevi. Un sacrificio quasi inevitabile, ma ridotto al minimo indispensabile grazie a un’attenta valutazione che ha saputo bilanciare le ragioni della sicurezza con quelle di un patrimonio verde di indubbio valore per l’intero quartiere.
Torneranno garantite, in tal modo, le normali attività parrocchiali: il transito dei carri funebri lungo il viale centrale, le fotografie ricordo delle prime comunioni e dei matrimoni, e quelle attività di svago e condivisione che quella pineta ha sempre assicurato ai residenti, riservando frescura e ristoro nelle ore più calde della giornata.
Non erano mancati, nel corso dell’iter, momenti di polemica anche piuttosto aspra, con posizioni distanti e, a tratti, difficilmente conciliabili. Alla fine, tuttavia, è prevalsa la soluzione che meglio contemperava tutte le esigenze, ponendo sempre al centro - come è doveroso - la tutela della pubblica incolumità. Una priorità resa ancora più urgente dalla recente tragedia di Bisceglie, che ha inevitabilmente innalzato l’asticella dei controlli sui patrimoni arborei delle città, rendendo non più rinviabili interventi che, in altri tempi, avrebbero potuto attendere.
