«Non ho trovato alcun riferimento ai problemi economici dell’Amet né al tema dell’esternalizzazione dei servizi». Giuseppe De Simone, candidato al consiglio comunale nella lista di Fratelli d’Italia a sostegno di Angelo Guarriello sindaco, pubblica una nota critica sulla relazione di fine mandato di Amedeo Bottaro, indicando ciò che, a suo avviso, manca: trasparenza sulla gestione della municipalizzata, silenzio sull’aggressione a un minore disabile, assenza di qualsiasi riferimento alla tutela del patrimonio culturale ecclesiastico.
LA RELAZIONE DI FINE MANDATO
Al di là di alcune inesattezze rilevate e di interventi di riqualificazione di piazze ed edifici i cui risultati non sempre appaiono in sintonia con i criteri urbanistici, tecnici e con i codici degli appalti, ciò che più colpisce De Simone è l’assenza totale di qualsiasi cenno alla situazione economica dell’Amet. La città, del resto, è ben consapevole che la società è stata gestita per anni su delega del sindaco Bottaro e del presidente del Consiglio comunale Giacomo Marinaro. «I risultati, così come oggi emergono – osserva De Simone – sono stati deludenti e caratterizzati da scarsa trasparenza».
LA COMMISSIONE D’INCHIESTA
De Simone ricorda di aver sollecitato più volte il sindaco a istituire una commissione d’inchiesta composta da professionisti esterni di alto profilo, incaricata di verificare i bilanci dell’Amet Spa, analizzando in particolare entrate e uscite e accertando eventuali responsabilità nei casi di situazioni dubbie o irregolari che possano aver contribuito al dissesto della società. Non avendo ricevuto alcun riscontro, il candidato è netto: «L’omissione di atti dovuti rappresenta un fatto grave».
IL PATRIMONIO CULTURALE
De Simone segnala, infine, un’ulteriore lacuna. La Calabria ha sottoscritto un protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – e il Ministero della Cultura – Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale – finalizzato alla promozione e alla conservazione del patrimonio culturale di proprietà del clero. Ebbene, anche su questo fronte la relazione tace: nessun cenno alle chiese non sconsacrate adibite a ristoranti o luoghi per feste, né alla gestione del civico cimitero affidata a soggetti esterni, con conseguente sottrazione di competenze al Comune e alla Curia arcivescovile. «Per queste ragioni – conclude De Simone – chiedo al sindaco di fare chiarezza su diversi aspetti che avrò modo di approfondire ulteriormente in seguito».
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