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Ballottaggio, Marinaro lascia libertà ai suoi. «Apparentamento saltato? Perché l'avevo chiesto totale ed alla luce del sole»

Giacomo Marinaro, candidato sindaco sostenuto da cinque liste civiche al primo turno delle elezioni comunali di Trani, ha tenuto una conferenza stampa per tracciare un bilancio complessivo dell’esperienza appena conclusa e sciogliere, davanti alla città, il nodo dell’apparentamento con il centrodestra in vista del ballottaggio.
«Ho rifiutato l’apparentamento per rispetto dei miei 153 candidati - ha detto Marinaro - che, senza un partito alle spalle e senza macchine rodate, hanno messo a disposizione la loro faccia e il loro tempo». Una scelta, quella di non accordarsi con nessuno dei due schieramenti al ballottaggio, maturata secondo il candidato nel segno della coerenza con l’intero percorso compiuto in campagna elettorale.
LA CAMPAGNA E I RISULTATI
Marinaro ha ripercorso le tappe di una corsa iniziata «tra mille difficoltà», con quattro liste completamente nuove e una quinta di più consolidata tradizione civica, capaci di raccogliere complessivamente quasi 7.000 voti al primo turno. Un risultato che lo stesso candidato ha definito «incredibile», tenuto conto della giovinezza delle liste e dell’assenza di strutture organizzative tradizionali. La campagna, condotta casa per casa e strada per strada, avrebbe avuto il merito, a suo dire, di rimettere al centro del dibattito cittadino la cultura del progetto concreto, lontana dalla logica dello slogan.
Sul piano programmatico, Marinaro ha rivendicato di avere anticipato alcune scelte poi confluite nell’attività della giunta uscente: tra queste, il progetto per la riapertura del sottopasso ferroviario che aveva diviso in due la città alla sua chiusura, e quello per gli spogliatoi della pista di atletica. Ha inoltre commentato la notizia odierna dell’inaugurazione del parcheggio della stazione prevista per il 4 giugno, sollecitando tuttavia una riflessione sugli orari di apertura: «Aprire dalle nove alle ventuno - ha osservato - rischia di non servire a nessuno, soprattutto nelle fasce serali in cui la domanda è più alta».
IL MANCATO APPARENTAMENTO
Il capitolo più atteso della conferenza ha riguardato la trattativa mancata con il centrodestra. Marinaro ha chiarito di aver posto, come condizione imprescindibile, il coinvolgimento di tutte e cinque le liste della sua coalizione, e non soltanto di alcune. Le segreterie dei partiti del centrodestra avrebbero invece percorso una strada diversa, rendendo di fatto impossibile l’intesa. Anche con il centrosinistra vi erano stati contatti, a suo dire a «livelli molto alti», ma senza esito. «La nostra richiesta non era sulle poltrone, né sull’apparentamento in sé - ha precisato -, ma sulla possibilità di vedere parte del nostro programma portata in consiglio comunale».
L’INVITO AL VOTO
Chiusa definitivamente la parentesi delle trattative, Marinaro ha invitato i propri elettori ad andare a votare al ballottaggio, lasciando però a ciascuno la libertà di scegliere secondo coscienza: «Non si può imporre un pensiero, soprattutto quando non c’è apparentamento. Andate a votare, ma scegliete voi».
Sul ruolo che la sua componente svolgerà nella prossima consiliatura - in opposizione o in dialogo con la maggioranza - Marinaro ha mostrato serenità: «La nostra posizione sarà sempre nel rispetto delle parti, cercando di spiegare ai tanti nuovi come funziona un comune e di portare avanti le nostre proposte. Non ho mai fatto richieste personali: ho sempre lavorato per il gruppo».
BOCCIA, DECARO E IL FUTURO NEL CENTROSINISTRA
Nell’intervista collettiva seguita alla conferenza stampa, Marinaro è tornato sui contatti avuti con gli esponenti del Partito Democratico nei giorni della trattativa. Chiamato in causa il nome del senatore Francesco Boccia, figura di primo piano del Pd nazionale, il candidato ne ha riconosciuto il peso politico e la longevità, ma ha osservato di non essersi mai incontrato davvero con lui: «Boccia è sicuramente uno dei più importanti esponenti del Pd nazionale - ha detto - ma ci siamo presentati forse otto volte. Chi gli parlava di me lo descriveva come un affarista, come un uomo storto. Peccato che poi proprio chi parlava di me in quei termini mi abbia poi abbracciato».
Ben diverso il rapporto con il governatore della Puglia, Antonio Decaro, citato più volte come esempio di politica di prossimità: «Decaro mi conosce da tanto tempo - ha spiegato Marinaro - e ha riconosciuto in me una persona che fa politica tutti i giorni accanto alle persone, in maniera pulita. Non mi vergogno di dire che sono quello che accompagna la gente negli uffici, che si mette a disposizione per spiegare come compilare un documento. In certi ambienti pensano che questo significhi sporcarsi le mani. Io me le sporco volentieri».
A chi gli ha chiesto se, dopo l’uscita dal Partito Democratico e il risultato ottenuto, potesse aprirsi una strada di ritorno nella casa madre del centrosinistra, Marinaro ha risposto con prudenza, senza chiudere alcuna porta: «La storia della politica insegna a non dire mai. Ci sono varie stagioni e bisogna essere sempre pronti ad affrontare ogni tipo di situazione».

 


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