«No alla guerra, no ai re, no alla pace armata». È il messaggio del coordinamento «Pace e disarmo» nordbarese, che in occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno ha diffuso un comunicato per riaffermare i valori della pace, della nonviolenza e del disarmo, nel solco della scelta popolare del 1946 che pose al centro la sovranità dei cittadini.
In un contesto internazionale segnato da conflitti, tensioni geopolitiche e da una crescente cultura del riarmo - che a giudizio del Coordinamento erode salari, pensioni, servizi pubblici, scuola e sanità - il documento chiede la conversione delle fabbriche di guerra, tra cui Leonardo S.p.A. e Fincantieri, e la riconversione delle basi militari pugliesi in spazi sociali, culturali e naturali.
Il Coordinamento esprime solidarietà al popolo palestinese, libanese, iraniano, cubano e ucraino, nonché alle attiviste e agli attivisti della Global Sumud Flotilla, fra i quali Domenico Centrone di Molfetta e Leonarda Alberizia, attualmente sotto sequestro. Chiede il cessate il fuoco immediato a Gaza, in Libano, in Iran e in Ucraina, la fine dell'embargo su Cuba e il riconoscimento dello Stato di Palestina.
Sul piano interno, il documento propone che il 2 giugno diventi sempre più una giornata di partecipazione civica e solidarietà, valorizzando il contributo di lavoratori, studenti, insegnanti, operatori sanitari e associazioni. «Nel giorno in cui l'Italia scelse la Repubblica - si legge nel testo - riaffermiamo il valore della democrazia contro ogni privilegio ereditario e ogni forma di dominio».
Al comunicato aderiscono l'Anpi Bat, l'Arci Circolo di Bisceglie, la Cgil-Bat e l'associazione I dialoghi di Trani.
