Un viaggio emozionante attraverso il tempo, i ricordi e le speranze che uniscono le generazioni. Giovedì 4 giugno, alle ore 17:00, la Sala Ronchi della Biblioteca Comunale “G. Bovio” di Trani ospiterà la proiezione del cortometraggio "Tutto l'amore che abbiamo dato".
L’opera rappresenta il coronamento del Corso annuale di Scienze e Tecniche Cinematografiche e Fotografiche dell’Università della Terza Età, guidato da due giovani professionisti: Mattia Barile (videomaker e direttore della fotografia di Barletta) e Sara Mancini (fotografa specializzata in fotografia di scena, di Trani). I due artisti, da sempre appassionati di cinema, hanno fatto di questa passione il proprio lavoro, collaborando attivamente all'interno di numerosi set cinematografici nel territorio. Fondatori de Il Club dei Cinefili Estinti, i due artisti hanno scelto di condividere la propria esperienza sul campo con i corsisti, portando la magia del vero set cinematografico direttamente in aula.
Durante l’anno accademico, i docenti hanno accompagnato i corsisti alla scoperta dei segreti del grande schermo, analizzando il funzionamento di un set cinematografico e fornendo gli strumenti per guardare un film con un occhio attento e professionale.
Il cortometraggio finale è il frutto di un lavoro corale: gli studenti dell'Università della Terza Età non si sono limitati a studiare la teoria, ma hanno scritto la sceneggiatura e partecipato attivamente alle riprese, mettendosi in gioco sia come attori protagonisti sia dietro la cinepresa, supportati anche dai membri de Il Club dei Cinefili Estinti.
"Tutto l'amore che abbiamo dato" è un racconto di vita, del tempo che passa e dei ricordi che ci legano a persone e fatti che sono parte della nostra storia, di chi eravamo, di chi siamo e di chi saremo. Un viaggio attraverso sogni, ricordi, speranze e desideri. Un viaggio che ci racconta.
Questo progetto è stato non solo un modo per mettere in pratica le competenze tecniche acquisite in un anno, ma soprattutto un’occasione per permettere ai corsisti di raccontare le proprie storie e misurarsi con un linguaggio nuovo e affascinante.
Foto di Sara Mancini


