«Un vero e proprio atteggiamento discriminatorio». Il comitato cittadino Sant’Agostino, presieduto da Giuseppe Lorusso, accusa il sindaco Marco Galiano di avere incontrato un comitato di più recente costituzione senza invece rispondere alle richieste di dialogo avanzate dal sodalizio di piazza Gradenigo.
Con una diffida inviata via Pec il 22 agosto e protocollata dal Comune il 24 agosto, il comitato ha richiamato le richieste di incontro del 6 giugno e dell’8 luglio e la lettera aperta del 24 luglio, tutte rimaste senza risposta. Nella stessa nota, indirizzata anche a Procura e prefettura, sono state presentate due istanze di accesso civico generalizzato: una sull’ordinanza n. 25 del 31 luglio relativa a rumore e somministrazione di alcolici, l’altra sulle autorizzazioni per le manifestazioni dei prossimi mesi.
Il sodalizio ripropone inoltre tre contestazioni già sollevate: i lavori di piazza Gradenigo, giudicati inadeguati per materiali, irrigazione e sicurezza; la sostituzione di alcuni pali storici con strutture zincate e la conseguente pavimentazione in cemento; l’affidamento del servizio di illuminazione pubblica, del valore di circa 10 milioni di euro in nove anni, contestato sotto il profilo contabile.
Sull’ordinanza per le emissioni sonore, il comitato chiede dati su limiti autorizzabili, controlli, interventi e sanzioni effettuati dal 1mo al 23 agosto, oltre all’elenco delle richieste di autorizzazione per manifestazioni potenzialmente rumorose.
Infine, Lorusso annuncia che le future segnalazioni saranno indirizzate direttamente alla Procura, ritenendo «accertata la volontà discriminatoria» dell’amministrazione, e non esclude il coinvolgimento di altre istituzioni nazionali. Al momento il Comune non ha replicato alle accuse.
