«Nessun rischio per alcuno, perché è un fenomeno che capita con il caldo». Le parole pronunciate nei giorni scorsi dal direttore generale di Arpa Puglia, Vito Bruno, tornano d'attualità dopo la schiuma comparsa questa mattina nella baia di Colonna, a Trani.
Tra le 10 e le 12, fascia oraria in cui il fenomeno si manifesta con maggiore frequenza, il tratto di mare precedente il lido Mongelli ha mostrato i segni di un accumulo di sostanza biancastra, sgradevole tanto alla vista quanto all'olfatto, che ha suscitato la naturale preoccupazione dei bagnanti.
Non si tratta di un caso isolato. Appena due settimane fa, lungo il confine fra Trani e Bisceglie, all'altezza di Torre Olivieri, nei pressi di Ponte Lama, era comparsa in mare una chiazza lunga oltre centocinquanta metri, poi frazionatasi in piccoli addensamenti che avevano raggiunto la battigia, mettendo in difficoltà i bagnanti nell'attraversarla. Anche in quel caso l'orario era il medesimo, compreso fra le dieci e mezzogiorno, tanto da far parlare di un vero e proprio rituale quotidiano legato alle ore più calde della giornata.
A spiegarne l'origine era stato lo stesso Bruno, secondo cui il fenomeno si lega alle elevate temperature superficiali del mare, che in alcune zone della costa pugliese avevano raggiunto i trenta gradi e oltre. In quelle condizioni le macroalghe che vivono sulle rocce sommerse, vicino alla costa, degradano e formano un feltro che, avendo densità inferiore a quella dell'acqua, risale in superficie proprio nelle ore più calde, per poi tendere a scomparire con il progressivo raffreddamento serale e notturno.
Segnalazioni analoghe erano giunte, nello stesso periodo, anche da altri tratti della costa regionale, dallo Ionio all'Adriatico, fra cui Torre Lapillo e Pilone, nel territorio di Ostuni, a conferma di un fenomeno diffuso e non circoscritto al solo litorale tranese.
Alla luce di quanto già chiarito da Arpa Puglia, la manifestazione odierna nella baia di Colonna sembra dunque riconducibile alla stessa dinamica stagionale, di natura ciclica e non legata a episodi di inquinamento. Resta comunque buona norma, come raccomandato dagli stessi tecnici regionali, evitare di fare il bagno nelle zone interessate dalla schiuma, in attesa che il fenomeno rientri con il consueto calo delle temperature fra fine agosto e settembre.






