La questione Corallo, a ben guardare, interroga tutti e non solo il sindaco. Corallo è così da sempre. Il suo modo di porsi, il suo linguaggio, la sua ironia fin troppo schietta, li conosciamo tutti, compresi coloro che lo hanno votato.
E se sono stati, per quanto risulta, 172 i cittadini che gli hanno riservato la preferenza, determinandone poi la collocazione in maggioranza e l'elezione a consigliere comunale, ebbene, la stessa richiesta di presa di posizione forse andrebbe estesa anche a chi lo ha votato, perché chi lo ha fatto era ben consapevole di cosa stesse scegliendo.
Magari si omette di considerare che Corallo è stato anche il cavallo di Troia che, soprattutto prima di essere eletto, con le sue battaglie dal linguaggio colorito ha evitato in più di una occasione che si consolidassero operazioni che, probabilmente, avrebbero determinato un danno per le casse del Comune e delle sue aziende partecipate. In quel caso Corallo faceva molto comodo.
Resta da capire se un atteggiamento di questo tipo, tenuto sui social, debba davvero ricondursi alla sfera istituzionale, dal momento che - almeno fino a prova contraria - in aula consiliare Corallo non si è mai espresso in questi termini. Lo fa sulla propria pagina, che potrebbe a tutti gli effetti essere considerata personale, luogo nel quale ciascuno esprime legittimamente le proprie opinioni.
Ma qui si crea, come spesso accade, un cortocircuito: se gli organi di informazione attingono sistematicamente ai profili social dei consiglieri comunali per costruire le proprie notizie, allora anche quel profilo assume, di fatto, un rilievo istituzionale. Ed il problema, probabilmente, si allarga ben oltre il caso singolo.
Che Corallo debba moderare il proprio linguaggio lo ha già fatto notare il coordinatore del suo partito, Carlo Laurora. Ma è altrettanto vero che tutti, prima di ergersi a censori, farebbero bene a interrogare la propria coscienza: pochi, probabilmente, possono dirsi del tutto privi di qualche scheletro nell'armadio. Sta di fatto che la vicenda ha animato le polemiche di questa estate e c'è da scommettere che continuerà a farlo anche a ferie ormai concluse per tutti, nessuno escluso.
Ora tocca al sindaco rispondere. Ma toccherebbe, forse, anche a tutti gli altri interrogarsi su quanto, nel linguaggio della politica di ogni colore, si sia ormai smarrito il senso della misura.
Nico Aurora

