È trascorso un anno dalla scomparsa di Pippo Baudo, morto il 16 agosto 2025 a 89 anni. Un anno dopo, il ricordo del “Pippo nazionale” continua a essere legato a una stagione irripetibile della televisione e dello spettacolo italiani. Baudo, protagonista di oltre sessant’anni di carriera e conduttore di tredici Festival di Sanremo, è stato uno dei volti che più di ogni altro hanno accompagnato la storia del costume italiano.
Ma c'è una pagina della sua lunga carriera che appartiene anche a Trani. Una pagina scritta quando Baudo era ancora un giovane presentatore, lontano dai grandi successi che lo avrebbero trasformato in uno dei personaggi più popolari della televisione italiana.
Era il 1965 quando Baudo presentò il Festival di Trani, una manifestazione che portò in città alcuni dei grandi protagonisti della musica e del varietà dell’epoca. Sul palco di piazza Plebiscito, si esibirono, tra gli altri, le gemelle Kessler, Sergio Endrigo, Nico Fidenco, Little Tony, Alighiero Noschese e Totò Savio. Il nome di Baudo è legato anche alla Lampara, storico locale sul mare, e alle Feste delle Caterinette, appuntamenti che negli anni Sessanta richiamavano a Trani artisti e personaggi dello spettacolo.
Quella presenza racconta una Trani vivace, aperta alla cultura e allo spettacolo, capace di accogliere grandi protagonisti e di vivere momenti destinati a rimanere nella memoria della città. E racconta anche un giovane Baudo, ancora all’inizio di una carriera straordinaria, che proprio attraverso anche a queste affermazioni come quella tranese avrebbe costruito, passo dopo passo, la sua storia nel mondo dello spettacolo. Da quelle prime esperienze sarebbero arrivati i grandi palcoscenici, le tredici conduzioni del Festival di Sanremo, le prime serate, i programmi che hanno fatto la storia della televisione e un rapporto speciale con il pubblico italiano, durato per generazioni. Baudo è diventato così molto più di un presentatore: è stato un punto di riferimento della televisione generalista e un testimone privilegiato dei cambiamenti dell'Italia, della sua musica, del suo linguaggio e delle sue abitudini.
A sessant’anni da quelle serate, il ricordo di Pippo Baudo diventa così anche un’occasione per riscoprire una pagina preziosa della storia di Trani: una città che seppe vivere con entusiasmo la musica, il cinema, la televisione e i grandi eventi. Una memoria che appartiene alla città e che continua a parlare, con affetto, a chi quelle stagioni le ha vissute e a chi oggi può riscoprirle attraverso i racconti e le immagini di allora.
Nella foto 1995- Nico Aurora e Mimmo Magnifico insieme a Pippo Baudo
