«Chi ha l'autorizzazione lavora, chi non ce l'ha no». Il presidente del consiglio comunale di Trani, Fabrizio Ferrante, interviene così sul caso Colonna, la querelle che da giorni agita il dibattito cittadino intorno agli automarket di piazza Marinai d'Italia, tracciando una linea netta fra chi rispetta le regole e chi ne resta escluso.
Ferrante ha scelto toni diretti, privi di mediazioni: «In piazza Marinai d'Italia ieri sera un food truck era regolarmente aperto perché ha l'autorizzazione, quelli chiusi non lavorano semplicemente perché non hanno alcuna autorizzazione». Un principio che, a suo dire, dovrebbe valere per tutti, senza eccezioni: «Gli operatori che lavorano nel rispetto delle regole sono i primi ad avere interesse affinché le autorizzazioni vengano rispettate».
Nel merito della vicenda, Ferrante ricorda che ogni concessione ha una durata prestabilita e che, una volta scaduta, occorre una proroga o un nuovo titolo autorizzativo: «Una concessione ha una durata. Se scade e non viene prorogata o sostituita da un'altra autorizzazione, le forze dell'ordine hanno il dovere di verificare la situazione e far rispettare le norme». Non manca, nel post, un affondo più diretto, rivolto a chi - senza essere nominato - avrebbe garantito agli operatori la possibilità di proseguire l'attività oltre i termini stabiliti: «Se qualche personaggio si era impegnato personalmente affinché quei food truck rimanessero lì oltre la scadenza della concessione, evidentemente è un problema suo. Nessuno si può sostituire alle autorizzazioni previste dalla legge».
La presa di posizione di Ferrante assume un peso particolare se si considera il suo ruolo nella vicenda che ha generato la questione. Lo scorso 28 aprile, quando fu pubblicato l'avviso per l'assegnazione dei posteggi fuori mercato temporanei per l'anno in corso - con concessioni della durata massima di sessanta giorni -, Ferrante ricopriva infatti le cariche di vicesindaco e assessore della città. Un termine che collocava la scadenza delle autorizzazioni nei primi giorni di agosto: la fine della concessione, dunque, non arriva come una sorpresa, ma era già scritta nelle pieghe del bando pubblicato mesi prima.
Ferrante ha voluto ringraziare le forze dell'ordine impegnate nei controlli, sottolineando come si tratti di «giorni particolari per questa città, in cui si chiede il rispetto delle regole». E ha quindi indicato la prospettiva che, a suo giudizio, dovrebbe orientare il seguito della vicenda: individuare nuove aree in grado di conciliare il diritto a un lavoro onesto e regolare con gli interessi e i bisogni dell'intera comunità.
