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Trasporto ferroviario, Caffarella: «Poche fermate, orari sbagliati, coincidenze impossibili»

Nelle scorse settimane si sono levate da piu' parti, le proteste del territorio della sesta provincia, per il modo con il quale il nuovo orario ferroviario, in vigore dallo scorso 13 dicembre, tenta di dare risposte alle esigenze di mobilità delle città della BAT. Altri e meglio di me hanno rappresentato dall'alto delle funzioni istituzionali nazionali e sovracomunali, il disappunto per alcune scelte operate da Trenitalia. La mia personale riflessione, non foss'altro per un "vissuto" di tanti anni nell'ex compartimento delle ferrovie dello stato, piu' che sull'assenza di una fermata di un singolo Eurostar a Barletta, (fatto comunque discutibile) intende proporre una riflessione piu' ampia, unitamente a piccoli ma credo possibili correttivi alle disfunzioni rilvate. Una premessa è doverosa: continuo ad essere convinto che con lo spacchettamento di Fs in varie società, le scelte strategiche sulla lunga percorrenza, penalizzino la Puglia, per le scelte operate per la linea Adriatica e per i collegamenti con Roma e Napoli. In questo contesto, oltre alla necessità di un approfondimento politico romano sulla questione ( già avviato in sede governativa dal Ministro Fitto con Trenitalia che porterà, a breve, ad un collegamento diretto dalla Puglia con Torino, ora assente) è a mio avviso centrale il ruolo della Regione Puglia, che deve richiedere il puntuale rispetto del contratto di servizio con il Trasporto Regionale delle FS, per fare in modo che i treni del trasporto regionale svolgano effettivamente un ruolo di cerniera e collegamento tra le grandi e medie stazioni, sedi di fermata di Eurostar ed Intercity, con il resto della rete. In questa prospettiva, stante la penalizzazione delle fermate nella sesta provincia operata con il nuovo orario, brilla l'assenza in tarda serata di un treno che - si badi bene - da Foggia, possa garantire una coincidenza agli Eurostar provenienti da Milano e Roma, rispettivamente in partenza alle 22.31 e 22.42 dal capoluogo dauno per Bari, quando l'ultimo treno regionale parte da Foggia alle ore 21.57. Ai viaggiatori dei grossi centri non solo della Bat, non resterebbe che andare a Bari e poi ripartire oltre la mezzanotte per fare il viaggio all'incontrario per Molfetta, Bisceglie, Trani e ( per i soli viaggiatori giunti da Roma) Barletta.E' evidente che un simile "strafalcione" deve essere risolto e subito. Così come è necessario richiedere che il treno regionale 12584 in partenza da Bari alle ore 6.40 con arrivo a Foggia alle ore 8.26 ( un minuto prima della partenza di quell'Eurostar che non ferma a Barletta, né tanto meno a Trani e Bisceglie) venga anticipato in partenza da Bari almeno di 15 minuti per consentire la coincidenza (seppur impropria) con il predetto Eurostar per Roma. Quanto a fermate, una osservazione, se Barletta piange, Trani co-capoluogo della Bat certamente non ride. Non solo ha perso la fermata dell'unico Eurostar diretto al Nord Italia ( destinazione Torino) ma vede lentamente allontanarsi dalla città il presidio ferroviario. La biglietteria di stazione, infatti, dalla scorsa estate lavora a singhiozzo, solo nella mattinata ed è chiusa nel fine settimana. Per una città come Trani, riconosciuta a prevalente economia turistica dalla Regione Puglia, con una ppolazione di 55.000 abitanti che d'estate si raddoppia e su cui gravitano da sempre i viaggiatori dei vicini centri di Bisceglie, Corato e Ruvo, nonché con una mobilità a medio e lungo raggio delle centinaia di militari di stanza alla Caserma dell'Esercito, è un trattamento assolutamente inaccettabile. Sulla questione sinora è intervenuta solo l'Amministrazione Comunale di Trani.Anche su questa vicenda sarebbe lecito attendersi altri qualificati interventi in sede Bat e regionale. Occorre muoversi all'unisono per ottenere risultati.Sarò forse un inguaribile ottimista, ma continuo ad essere convinto che ci siano tutte le premesse perché nella Bat, uscendo dalla protesta del momento e passando alla proposta operativa, si possa instaurare una mobilità "sostenibile" che assicuri sviluppo al territorio. Perché non pensare a legare maggiormente le città della neonata provincia sfruttando il tracciato della Barletta-Spinazzola, prevedendo anche un uso urbano da metropolitana di superfice del trasporto su rotaia nella città di Barletta, con fermate ad esempio nei pressi dell'ospedale Dimiccoli ? Così come anche per i trasporti su gomma, quando vedremo un orario integrato con il vettore ferroviario, che possa magari supplire all'assenza di collegamenti in coincidenza con l'arrivo e fermata a Barletta e Trani dei principali treni nazionali ? Perché non valorizzare gli scali scali ferroviari attualmente quasi dismessi per creare nella Bat una piattaforma logistica che possa servire a tutto il bacino ed anche oltre ( il polo del salotto di Altamura e Matera, l'area industriale di Molfetta) ? Su queste tematiche, che non hanno colore politico, la classe politica della sesta provincia è chiamata ad una assunzione di responsabilità.

Franco Caffarella

Componente Commissione Consiliare della Sesta Provincia


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