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Abusivismo, qualcosa si muove

La velocità con cui i cartelloni pubblicitari riempiono la città è sempre superiore a quella dei controlli, ma in questi ultimi giorni si sta registrando un’inversione di tendenza che dovrebbe indurre le aziende ad atteggiamenti decisamente più prudenti.

Per prima cosa, ci sono ufficialmente otto indagati (sette gestori, con sedi legali Trani, Corato, Conversano, Torino e Roma, ed un ex dipendente comunale) per fatti risalenti al periodo compreso fra il 2005 ed il 2008. L’inchiesta, condotto dal sostituto procuratore della Repubblica Antonio Savasta, ipotizza per loro l’appropriazione indebita aggravata ed in concorso per non avere versato i tributi al Comune. Nei confronti di tre vi è anche l’accusa di violazione delle leggi edilizie per avere installato impianti di dimensioni non autozzate. A carico dell’ex funzionario comunale si ipotizzerebbero l’abuso d’ufficio ed il falso ideologico per non avere impedito le installazioni pure nell’evidente assenza dei pareri prescritti. Il danno erariale subito dal Comune si aggirebbe intorno ai 250mila euro.

Questa è l’inchiesta ufficialmente aperta, ma nel frattempo, come ampiamente riferito e documentato, le installazioni sono proseguite. Ed il comandante della Polizia locale, Antonio Modugno, le ha candidamente dichiarate abusive, dando inevitabilmente la sensazione che l’interesse degli organi inquirenti sul fenomeno non si sia mai fermato. Tanto più che, come sempre da noi riferito alcuni numeri fa, agli atti della Procura della Repubblica vi è anche una denuncia circostanziata della società Mediasistemi, con tanto di documentazione fotografica, rilievi formali ed il sostegno di atti della Polizia municipale circa almeno il mancato rispetto del Codice della strada da parte di uno o più gestori che ultimamente hanno installato impianti nei pressi di svincoli, rotatorie e snodi stradali molto trafficati.

L’elemento nuovo recentemente intervenuto è l’azione repressiva da parte del Commissariato di polizia. Gli agenti, che già erano prontamente intervenuti per impedire l’edificazione di un impianto nei pressi della loro sede, hanno poi esteso i controlli ad una ben più ampia zona nello stesso quartiere Stadio, precisamente in via Sant’Annibale Maria di Francia, per accertare innanzitutto il rispetto delle norme specifiche del Codice della strada.

Si è potuto stabilire così che otto di questi impianti non avevano mai avuto alcuna autorizzazione da parte degli uffici comunali preposti, oppure la stessa era oramai scaduta. Pertanto, dopo avere individuato i responsabili delle ditte installatrici, si è proceduto ad elevare nei loro confronti la contestazione per la violazione stabilita dall’articolo 23, comma 11, del Codice della strada, che prevede il pagamento di una somma, per ogni tabellone, da euro 389 a 1.559 euro. Nel contempo, come stabilito dalla stessa normativa, il Commissariato ha provveduto ad informare il sindaco al fine di diffidare gli autori delle violazioni a rimuovere i mezzi pubblicitari a loro spese entro e non oltre dieci giorni dalla data di comunicazione dell’atto. La Polizia procederà nei prossimi giorni alla verifica di legittimità di ulteriori cartelloni e tabelle pubblicitari.

In altre parole, vi è un fermento che denota un moto di ribellione ad un fenomeno che ormai stava superando il livello di guardia. E per affrontare il quale servono ulteriori interventi e determinazione.

Il consigliere comunale Franco Caffarella ne ha fatto ormai una battaglia politica e, pertanto, è tornato a segnalare altre installazioni quanto meno anomale. Nuovi impianti sono sorti presso il palazzetto dello sport, il tensostatico, la scuola media “Bovio”. Con molta probabilità anche questi potrebbero presentare problemi ma, secondo Caffarella, il vero problema sarà la loro eventuale rimozione, giacché la Polizia municipale gli ha già fatto formalmente sapere, rispondendo alle sue precedenti istanze, che «l’Ufficio è e sarà sempre disponibile alla rimozione degli impianti pubblicitari abusivi, a condizione che siano assegnate allo stesso le risorse umane e finanziarie idonee e sufficienti, nonché i mezzi tecnici operativi, per eseguire tali lavori e/o operazioni».

In altre parole, si può contestare e verbalizzare quanto si vuole, ma non esistono né una squadra, né i mezzi, né i soldi per smontare gli impianti abusivi, ma Caffarella non si arrende: «Nello stesso modo con cui nei giorni scorsi risorse significative di capitoli di bilancio sono stati dirottate dalla giunta, dalle rispettive competenze attribuite dai documenti di programmazione finanziaria, per supportare iniziative di altro tenore (concerto Elton John e premio Donna Lavinia), sono certo che si possano trovare adeguate risposte finanziarie anche nelle pieghe dell’attuale bilancio, anche se resta imprescindibile un controllo del territorio, con adeguate segnalazioni agli organi preposti, che possa ripristinare la legalità in un settore, quello delle affissioni, in cui la nostra città, anche per il particolare richiamo turistico della stessa, nell’assenza di regole e controlli certi, è meta troppo appetibile per gente senza scrupoli».


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