De Magistris e Sonia Alfano ieri hanno "portato" le intercettazioni dell'inchiesta nata a Trani in Parlamento europeo. A Bruxelles tutti i deputati hanno potuto ascoltare in un'aula tutte le intercettazioni tradotte in inglese e accompagnate da un'animazione video. I due europarlamentari italiani intendono far ascoltare queste intercettazioni in tutta Europa «per mettere in guardia l'Ue sul rischio che sta correndo: l'attacco alla libera informazione non è solo un caso italiano. In Italia però l'ingerenza del potere politico nell'informazione è evidente» dichiarano i due.
Ai microfoni di Antonio Massari, giornalista del Fatto Quotidiano che ha curato l'inchiesta, sono intervenuti europarlamentari e giornalisti di altre nazioni per commentare quanto ascoltato nelle telefonate tra Silvio Berlusconi, Giancarlo Innocenzi (ex commissario Agcom) e Mauro Masi (direttore generale Rai). Le impressioni generali della platea si sono soffermate sullo stupore e lo sconcerto, impressioni intervallate da momenti di ilarità quando la traduzione inglese si soffermava sulle parolacce.
Di seguito vi facciamo leggere le dichiarazioni dei presenti all'iniziativa di Luigi De Magistris e Sonia Alfano, riportate su Il Fatto Quotidiano:
Ivo Vajgl, membro della "Commissione per lo sviluppo" e membro sostituto della "Commissione per gli affari esteri" e della "Sottocommissione per la sicurezza e la difesa": «Quarant’anni fa, quando lavoravo come corrispondente della stampa radiotelevisiva di Ljubliana e del giornale Delo, i media italiani erano un esempio, per me e i miei colleghi, che avevamo vissuto un sistema di libertà limitate. Non posso dire che il giornalismo italiano sia ancora in grado di incoraggiare allo stesso modo pubblico e professionisti».
Juan Fernando Lopéz Aguilar, socialista spagnolo, presidente della commissione Libertà civili al parlamento europeo: «Il pluralismo informativo è uno dei valori fondanti dell’Unione europea. Parlare dei problemi d’informazione in Italia, Bulgaria o Romania al Parlamento europeo è importante per l’Unione intera».
Udo Gumpel, giornalista televisivo tedesco: «S’è fatto di tutto per attirare l’attenzione sul perché, della vicenda, si occupasse proprio la procura di Trani, oppure sulla fuga di notizie giudiziarie, mentre lo scandalo era nelle pressioni esercitate sulla Rai».
