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Rav Shalom Bahbout a Trani, mercoledì 8 la sinagoga Scolanova festeggierà Channukà

Le otto luci della festa di Channukà saranno riaccese mercoledì 8 dicembre alle ore 17; il Rav Shalom Bahbout sarà a Trani, nella Sinagoga Scolanova per condividere con la comunità ebraica la "Festa delle luci".

All'accensione delle 8 luci parteciperanno non solo gli ebrei pugliesi ma autorità comunali e i numerosi amici della piccola comunità ebraica tranese.  La festa di Chanukkà cade il 25 del mese ebraico di Kislev, dura 8 giorni e ricorda la vittoria dei Maccabei sugli ellenisti al tempo di Antioco Epifane.

«A simbolo di questa vittoria, i Maestri comandarono l’accensione dei lumi -si legge nella nota della comunità tranese- ponendo così l’accento non tanto sulla vittoria dei Macca­bei quanto piuttosto sull’atto con cui essi riconsacrarono il Tempio di Gerusalemme do­po che era stato profanato con l’in­troduzione dell’idolatria: l’accensione della lampada che ardeva perennemente nel Santuario pose fine alla pro­fanazione. I Maccabei, dopo aver scon­fitto il nemico greco cercarono e non trova­rono che una sola ampolla d’olio ri­masta pura perché ancora chiusa con il si­gillo del Sommo Sacerdote.  Questa ampolla sarebbe bastata per illuminare il Tem­pio un solo giorno ma accadde un miracolo e così l'olio dell'ampolla bastò per otto giorni, il tempo sufficiente per procurarsi nuovo olio purissimo».

Dopo l'accensione delle luci, il Rav Bahbout terrà una lezione sul significato della Channukkà; la festa sarà allietata dai canti tipici della Festa delle Luci e dai dolci che saranno preparati per l'occasione. 

 

 

 Riflessione sulla festa di Chanukkà di Rav Shalom Bahbout

 

La storia di Chanukkà, così com'è narrata nel Talmud, è molto strana e ancora più strano è il fatto che i Maestri abbiano fatto dell'episodio dell'ampolla d'olio e dell'accensione dei lumi l'elemento centrale della festa,una festa che è bene ricordare è l'unica stabilita in epoca postbiblica accettata da tutto Israele nel corso delle generazioni. Chanukkà deriva da una radice ebraica che ha vari significati e può essere tradotta con inaugurazione, in ricordo dell'inaugurazione del Tempio fatta dai Maccabei, oppure con consacrazione e destinazione di un oggetto alla sua funzione: quindi nel caso specifico, significa riconsacrazione del Tempio profanato dagli Ellenisti, per restituirlo alla sua primitiva funzione. La radice chanakh, da cui derivano chanukkà e chinnukh (educazione), significa anche "educare": la rivolta ebraica scoppiò quando il nemico greco tentò di colpire proprio le radici culturali e religiose del popolo e più precisamente, quando i Seleucidi, dominatori della Giudea, imposero agli ebrei di abbandonare progressivamente le proprie tradizioni, costringendoli ad adorare gli idoli nel Tempio di Gerusalemme. Di fronte al pericolo della perdita della propria identità, gli ebrei si opposero e organizzarono una resistenza che fondava le proprie basi sull'adesione all'educazione ebraica. Contro un nemico militarmente più agguerrito, gli ebrei opposero la propria determinazione nel difendere la propria cultura e il diritto alla diversità contro il livellamento culturale imposto dalla cultura ellenista imperante. Non sappiamo con certezza quale sia il significato della storia dell'ampolla d'olio rimasta pura tra le macerie del Tempio: forse essa rappresenta il manipolo di persone sempre pronto a lottare per difendere la propria identità e dignità ebraica, a Gerusalemme come a Buchenwald. L'olio, che sembra bastare per una sola generazione, si rivela sufficiente per alimentare lo spirito ebraico non solo per sette generazioni (un numero che rappresenta la sopravvivenza dell'uomo nei limiti della natura e della storia), ma per sette+uno, cioè per infinite generazioni, per un tempo che trascende la storia e la natura. Il miracolo di Chanukkà è davvero strano: gli ebrei credono che ogni anno, nel momento in cui un ebreo accende il proprio lume, il miracolo si compia ancora: è il miracolo della sopravvivenza di una piccola minoranza in un mondo che non ha ancora assimilato l'idea che si può essere diversi, ma godere di eguali diritti. Il lume di Chanukkà va acceso vicino alla finestra, in modo che sia ben visibile dall'esterno. Questo gesto ha sì lo scopo di rendere pubblico il miracolo e quindi rendere partecipi anche gli altri della gioia e del mistero della sopravvivenza del popolo ebraico, ma è anche un invito a tutti gli uomini a non lasciarsi intimidire da ogni sorta di prevaricazioni e sopraffazioni. Ma in questa lotta per i propri diritti, pur muovendosi tra le macerie, a Gerusalemme come a Buchenwald, ieri come oggi, importante è riuscire a non perdere mai di vista i valori che devono caratterizzare la vita dell'uomo. Per l'ebreo questi valori si devono affermare salvaguardando la propria dignità umana ed ebraica, anche nelle condizioni più disperate. Mantenere la kedushà (santità) dell'immagine divina, che è in ogni uomo, è stata una delle imprese più difficili per gli ebrei che sono passati attraverso l'esperienza terribile delle Crociate come dei campi di concentramento nazisti. La resistenza ebraica al nazismo viene identificata con la rivolta armata del ghetto di Varsavia e degli altri ghetti, una lotta attraverso la quale gli ebrei avrebbero riguadagnato la propria dignità e il proprio diritto alla vita. Non dobbiamo tuttavia dimenticare un'altra resistenza, meno eclatante ma non per questo meno importante: molti ebrei sono riusciti a mantenere alti la propria dignità umana e l'onore d'Israele rifiutandosi di accettare la logica dell'assassino che voleva distruggere l'ebreo nella sua umanità ebraica, prima ancora che nel suo corpo. La migliore resistenza che oggi gli ebrei devono opporre all’antisemitismo nelle sue varie forme sta nell’affermare la proprio identità ebraica legandosi fortemente alla tradizione. La nostra generazione, che ha avuto il privilegio di vedere ricostruito il "corpo" d'Israele, ha anche la responsabilità di muoversi con urgenza e determinazione per ricostruire lo "spirito" e la cultura d'Israele. Se il chinnukh - educazione - è un processo che per sua natura è dinamico, un investimento di cui non possiamo conoscere il risultato finale, chanukkà è invece il "prodotto" finito, è il risultato di un processo che deve avere lo scopo di riconfermare la riconsacrazione di Israele a svolgere la sua funzione nella storia dell'uomo. Per accendere e mostrare al Mondo, ancora una volta, la propria Chanukkà.


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