A distanza di quattro anni dall’avvio delle indagini e di tre dall’operazione in cui la Guardia di finanza, supportata dalla Polizia municipale, acquisì tutta la documentazione cartacea probatoria, sono arrivate le richieste di rinvio a giudizio per 28 dei 38 dipendenti comunali accusati a vario titolo di assenteismo. Un anno e mezzo fa era stato notificato a tutti l’avviso di conclusione delle indagini. Riepiloghiamo le principali tappe della vicenda
A seguito di segnalazione inoltrata dall'Amministrazione comunale di Trani alla locale Procura della Repubblica, la Compagnia della Guardia di Finanza di Trani veniva delegata all'esecuzione di un'attività d'indagine sottesa ad acquisire elementi di riscontro in ordine ad ipotesi di assenteismo dai luoghi di lavoro perpetrata da dipendenti del Comune di Trani a danno di quell'ente.
Nella prima fase dell’indagine veniva, quindi, predisposto l'inizio di un'attività di intelligence che permetteva di individuare visivamente i dipendenti indicati nella nota informativa trasmessa dall'Amministrazione denunciante ed altri ancora, le vetture di cui gli stessi avevano la disponibilità e gli uffici dove prestavano il loro servizio.
La successiva fase di appostamento, operata da militari del reparto nei pressi del Palazzo di Città di Trani, consentiva di acclarare come un certo numero di dipendenti comunali fosse dedito ad allontanarsi dalla sede del proprio servizio per soddisfare esigenze di carattere personale. Uno, in particolare, coadiuvava un proprio parente presso la sua attività lavorativa. Il tutto consentito, anche, con l'evidente collaborazione di altri loro colleghi compiacenti, che provvedevano alla timbratura del cartellino marcatempo in vece del diretto interessato.
A seguito delle situazioni evidenziate, pertanto, i finanziari richiedevano all'Autorità giudiziaria l'autorizzazione all'esecuzione di riprese video presso i locali e nelle adiacenze del Palazzo di Città di Trani, riuscendo a collocare l’impianto, in gran segreto, durante i giorni festivi.
La seconda fase dell'indagine, condotta con l'ausilio di apparecchiature tecniche, anche al fine di individuare l'identità dei soggetti che favorivano comportamenti truffaldini nei confronti dell'Amministrazione comunale, consentiva l'identificazione di 20 dipendenti assenteisti ed altri 18 soggetti i quali provvedevano alla timbratura dei cartellini per consentire loro di far risultare, in modo mendace, la presenza su! luogo di lavoro.
Al fine di accertare le risultanze agli atti del Comune, nel mese di giugno 2007 veniva così eseguito il già su richiamato accesso presso la casa comunale al fine di acquisire:
1) le determinazioni dirigenziali aventi per oggetto la liquidazione delle prestazioni di lavoro straordinario rese dal personale;
2) per ogni dipendente, copia dei cartellini marcatempo dei mesi oggetto degli accertamenti;
3) eventuali risultanze giustificative delle assenze.
Al termine delle indagini, e fatti i riscontri tra quanto evidenziato nelle immagini e negli appostamenti con le risultanze agli atti del Comune, l'Autorità giudiziaria aveva emesso l'avviso di conclusione delle indagini nei confronti di 38 dipendenti comunali interessati a vario titolo nel reato di truffa aggravata e continuata ai danni di una pubblica amministrazione.
Adesso il Pm titolare dell’inchiesta, Antonio Savasta, ha richiesto il processo per 28. L’udienza preliminare si terrà il prossimo 28 gennaio.
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