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La favola di Natale a Trani, l'opera di Guareschi e Coppola domani sera al cinema Impero

L'Istituto di Letteratura musicale concentrazionaria di Barletta, con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Trani, il Teatro Pubblico Pugliese, in collaborazione con l'Associazione musicale "I suoni del Sud" di Foggia", si esibiranno in "La favola di Natale" di Guareschi e Coppola il prossimo 27 gennaio.

Domani sera, alle ore 20.00 presso il Cinema Impero l'Orchestra musica concentrazionaria diretta da Paolo Candido, andrà in scena l'opera di Guareschi e Coppola. Canteranno: i solisti del Consort Vocale Diapente diretti da Lucio Ivaldi, Giacomo Cellucci, Gabriele Giorgi, Fabrizio Giovannetti, Amleto Luciano Massa; il tenore solista Ugo Tarquini. Il narratore sarà Angelo De Leonardis mentre la produzione artistica sarà curata da Francesco Lotoro.

 

Stretta la foglia larga la via / dite la vostra che ho detto la mia. E se non v'è piaciuta non vogliatemi male: / ve ne dirò una meglio il prossimo Natale, e che sarà una favola senza malinconia; / “C'era una volta la prigionia..." (Giovannino Guareschi, La Favola di Natale)

La ricerca della musica nei Lager può a buon diritto considerarsi fiore all'occhiello della Puglia, contando la regione non soltanto sul pianista Francesco Lotoro (considerato la massima autorità internazionale nel campo della letteratura musicale concentrazionaria) ma anche su decine di musicisti pugliesi che da anni stanno registrando 4.000 opere scritte nei Lager e pubblicate dalla Musikstrasse Roma nell'Enciclopedia KZ MUSIK (giunta al 18mo CD-volume).

Oggi questa ricerca segna una importante pietra miliare; i musicisti barlettani Francesco Lotoro e Paolo Candido hanno recuperato il materiale originale de La Favola di Natale per narratore, coro maschile e orchestra scritta nel 1944 presso il Lager XB di Sandbostel dal giornalista e scrittore Giovannino Guareschi (l'autore della celebre saga di Don Camillo e Peppone) su musiche del compositore Arturo Coppola.

Dopo la Guerra, il materiale autografo della Favola rimase sostanzialmente inalterato nel racconto guareschiano ma fu rimaneggiato e modificato nella sua struttura musicale da Coppola; modifiche che, pur musicalmente interessanti, tuttavia allontanarono la Favola dalla sua originale semplicità e spontaneità.

A tal scopo, mentre Lotoro si recava a Treviso a recuperare tutto il materiale musicale autografo di Coppola, Candido intraprendeva un lavoro di ricostruzione filologica della musica (laddove spuntava un'insolita ocarina) e del testo; un ulteriore viaggio di entrambi i musicisti all'Archivio Guareschi di Roncole Verdi gettava luce sulla affascinante bellezza della Favola poichè, dopo un lavoro di comparazione dei quaderni scritti nel Lager da Guareschi, venivano recuperati frammenti inediti della Favola che, per ragioni legate anche all'epoca, furono espunti dalla successiva pubblicazione della Rizzoli. La Favola di Natale sarà eseguita il prossimo 27 gennaio 2011 presso il Cineteatro Impero di Trani, nel cartellone teatrale allestito dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Trani e dal Teatro Pubblico Pugliese.

L'Orchestra Musica Concentrationaria diretta da Paolo Candido e il Consort Vocale Diapente di Roma accompagneranno la voce narrante di Angelo de Leonardis; prima della Favola, saranno eseguiti altri brani scritti a Sandbostel da Guareschi e Coppola ossia la canzone Carlotta (dedicata alla figlia di Guareschi), l’allegra Dai dai Bepin (laddove Bepin sta per Josef Stalin ed estesamente le truppe sovietiche che si avvicinavano ai confini orientali della Germania) e, del solo Coppola, Polka Merkatall (dedicata all'ufficiale portalettere degli italiani, Mercatali) e lo struggente corale Treviso, scritta di getto da Coppola a Sandbostel allorchè apprese del bombardamento della sua città avvenuto il 7 aprile 1944 da parte dei bombardieri Alleati.

Giovannino Guareschi nacque l’1 maggio 1908 a Fontanelle di Roccabianca. Scrittore, giornalista, caricaturista e umorista, dal 1936 al 1943 fu capo redattore della rivista satirica Bertoldo. All'armistizio dell’8.9.1943 venne fatto prigioniero e trasferito a Czestochowa, Benjaminow, Sandbostel e Wietzendorf. Dopo la Guerra fondò la rivista Candido. Dal 1950 al 1954 attraversò un periodo difficile dal punto di vista giudiziario a seguito di articoli nei riguardi di alte cariche dello Stato ritenuti gravemente diffamatori. Nel 1956 la sua condizione fisica si aggravò; morì a Cervia il 22.7.1968. Tra gli scrittori italiani più noti, deve la sua notorietà alla saga di Don Camillo e Peppone, divenuta celebre anche nella trasposizione cinematografica di Fernandel e Gino Cervi.

Arturo Coppola nacque il 9.3.1913 a Sorrento. Diplomatosi in pianoforte presso il Conservatorio di Napoli nel 1932, si trasferì a Treviso. Nel 1939 si diplomò in Canto Corale presso il Conservatorio di Venezia. All’indomani dell’armistizio dell’8.9.1943 venne fatto prigioniero e trasferito a Benjaminow. Ivi strinse amicizia con Guareschi e partecipò attivamente alla vita culturale e artistica del Campo. Successivamente trasferito a Sandbostel e Wietzendorf, scrisse tra l'altro Elegia per violoncello e pianoforte, Polka Merkatall per piccola orchestra leggera e Treviso per coro maschile. Dopo la Guerra si dedicò all’insegnamento e alla composizione e, con una sua band, all’intrattenimento jazz. Morì a Treviso il 19.3.1998.

A seguito dell'armistizio dell'8 settembre 1943 tra Italia e Alleati, il 20 settembre il Reich ordinò di classificare i prigionieri di guerra italiani come "internati militari", definizione che di fatto sottrasse gli italiani dalla tutela dei prigionieri di guerra in base alle convenzioni internazionali. Giovannino Guareschi e Arturo Coppola, assieme a numerosi soldati e ufficiali italiani vennero internati nella Polonia occupata presso lo Stalag 367 di Czestochowa, successivamente presso lo Stalag 333 di Beniaminów (Voivodato della Masovia).

Nel marzo 1944 tutto il Campo fu gradualmente trasferito al Lager XB di Sandbostel/Kreis Bremervorde; ivi confluirono migliaia di ufficiali italiani che si rifiutarono di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e, dal 18.1.1944, quelli provenienti dallo Stalag 328 di Lvow (Leopoli, oggi in Ucraina).

Tra gli ufficiali italiani, numerosi musicisti; Giuseppe Selmi (scrisse un Concerto per violoncello e orchestra a Sandbostel), Pietro Maggioli (scrisse Cantico delle Creature per coro e orchestra a Sandbostel), Salvatore Musella (autore dell'opera Il Fabbricatore di Dio, morì a Beniaminów), Arturo Coppola. Guareschi e Coppola arrivarono a Sandbostel il 2 aprile 1944; ivi nacque tra loro una collaborazione musical-letteraria che vide Guareschi scrivere testi di canzoni che passava a Coppola per la stesura musicale; Coppola disponeva di una fisarmonica che era riuscito a portarsi nel Lager.

Fu così che videro la luce autentici gioielli della canzone italiana tra i quali Magri ma sani, Carlotta, Dai dai Bepin e il capolavoro di Guareschi e Coppola ossia La Favola di Natale, scritta tra il 17 e il 19 dicembre 1944; tra i cantanti che interpretarono la Favola a Sandbostel figurano i nomi degli ufficiali italiani Gaudiosi, Gatti, Gamboni, Fossati e Pierino Dei Cas.

Come per altri Lager civili e militari, La Favola di Natale venne orchestrata tenendo conto degli strumenti musicali disponibili: ocarina, oboe, 2 clarinetti, fisarmonica e orchestra d’archi ai quali si aggiunse il “rumorista” che interpretava con la voce alcuni effetti di scena e alcuni passaggi movimentati. La Favola di Natale venne eseguita il 24, 26 e 27 dicembre 1944 nel piccolo teatro del Lager, il 31 dicembre 1944 nella baracca 13B ed infine il 10 gennaio 1945 nella baracca 31A; la voce recitante era affidata al giovane Gianrico Tedeschi che in seguito diverrà celebre attore e uomo di teatro.

Come scrive Guareschi nella presentazione dell’opera, “La Favola di Natale è nata […] nell’imminenza del secondo Natale di prigionia, come disperato tentativo di popolare quella gelida solitudine coi fantasmi dei nostri sogni. […] Coppola alloggiava al piano superiore e, mentre io scrivevo, componeva le musiche che dovevano commentare la fiaba. Poi le concertò, organizzò un coro, istruì dei cantanti, inventò un orchestra. […] I suonatori avevano le mani intirizzite dal gelo, i violini si spaccavano per l’umidità, le voci uscivano a stento da quei mucchietti di stracci.” Guareschi scrisse altresì che tra le migliaia di ufficiali prigionieri a Sandbostel c’erano numerosi musicisti e che alcuni di essi erano riusciti a salvare il proprio strumento musicale mentre altri strumenti furono prestati agli italiani dai militari francesi internati nel Campo attiguo.

La trama. La Favola di Natale narra di Albertino, figlio di Guareschi, della sua nonnina, del cagnolino Flick, di una lucciola. Albertino ha imparato a memoria una poesia da recitare a suo padre per la vigilia di Natale ma il padre, prigioniero di guerra, non è a casa e il bambino recita la poesia alla sedia vuota. La finestra si apre all'improvviso e i versi si trasformano in un uccellino che vola via nel vento. Allora Albertino decide di andare in cerca di suo padre insieme al cane Flick. Durante il loro incredibile viaggio verso il Lager in cui si trova il padre di Albertino, la combriccola attraversa la terra della Pace e la terra della Guerra, si imbatte in funghi parlanti, cornacchie canterine, oggetti animati, angeli e tante altre strane creature. Infine Albertino raggiunge la Foresta degli Incontri dove finalmente incontra suo padre, il quale ha viaggiato in sogno per passare quella notte insieme al figlio. La Favola si conclude con un tanto povero quanto miracoloso pranzo di Natale in cui Albertino si è finalmente ricongiunto con il padre; alla fine il papà di Albertino deve tornare al suo triste Campo e Albertino, la nonnina e il cagnolino a casa.

 

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