In merito alla questione della compravendita del Palazzo Broquier-D’Amely, che vede l’Arcivescovo e due suoi collaboratori oggetto di avviso di garanzia da parte della Procura di Trani, la Curia Arcivescovile ha diramato una Nota di cui, di seguito, si riporta il testo integrale.
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La comunicazione mediatica che ci vede coinvolti non ci lascia indifferenti e nel contempo non ci sconvolge.
La vicenda del caso ha avuto un iter (che si snoda negli anni 2005-2006), nella piena applicazione della legge civile e canonica, interlocutorio e giuridico molto attento, serio e sereno, giunto a conclusione il giorno 4 ottobre 2006 con la stipula del relativo rogito nella forma richiesta dalla legislazione italiana e redatto da comprovata professionalità notarile. Il contenzioso, ancora in atto, è stato aperto dagli ex proprietari molti mesi dopo, il 31 maggio 2007, consegnando all’Autorità ecclesiastica “Atto di citazione”.
Sin da questo periodo agli ex proprietari dell’immobile in questione è stata data la possibilità di rescissione del Rogito sottoscritto precedentemente. Tale disponibilità è stata successivamente resa in forma pubblica in data 17 giugno 2010, con la concessione di procura a vendere l’immobile in parola. Ciò al fine di ricondurre la controversia nei binari dell’etica e in maniera tale da consentire la rivendita dello stesso bene al prezzo asseritamente superiore.
Il nostro atteggiamento è stato decisamente libero interiormente ed esteriormente.
Assistiti dal Legale, ci siamo rimessi al giudizio della Magistratura in cui riponiamo piena fiducia.
Rimaniamo in attesa di un giudizio secondo verità.
