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Stabilizzazione dei dirigenti, l'avvocato del Comune di Trani le contesta formalmente: «Illegittime, sono disposto ad andare in procura»

«I dirigenti a tempo dovrebbero terminare il loro mandato insieme con quello del sindaco che li ha nominati. Diversamente, saremmo in presenza di un’operazione illegittima. Non ci sono precedenti specifici, mentre quelli delle assunzioni recentemente disposte dai giudici in altre pubbliche amministrazioni attengono fattispecie diverse». Così si è espresso l’avvocato Michele Capurso, responsabile dell’Ufficio legale del Comune di Trani, partecipando alla stampa due note formalmente trasmesse ai vertici del palazzo di città in merito al caso della stabilizzaizone di alcuni dirigenti: il capo dell’Ufficio tecnico, Giuseppe Affatato; il comandante della Polizia locale, Antonio Modugno; il responsabile della quinta ripartizione, Maria Dettori.

Formalmente, le loro sono cause di lavoro finalizzate al riconoscimento della trasformazione del loro rapporto con il Comune di Trani da tempo determinato ad indeterminato. Di nomina fiduciaria del sindaco in carica, Pinuccio Tarantini, potrebbero divenire dirigenti a tempo pieno del Comune di Trani proprio nei mesi in cui il primo cittadino terminerà il suo mandato: la giunta potrebbe deliberare in merito nei prossimi giorni.

Come è noto, il segretario generale aveva incaricato un legale di Benevento, Pierluigi Arigliani, di formulare un parere sulla vicenda, accostandola a cause di lavoro per le quali i tribunali si erano espressi favorevolmente ai richiedenti le stabilizzazioni. Ma contro quel percorso si oppose fermamente il responsabile dell’Ufficio legale del Comune avocando a sé il diritto del rilascio del parere, che poi era quello di indurre l’ente a resistere in giudizio, giacché le assunzioni dei dirigenti a tempo pieno dovrebbero sempre dipendere da pubblici concorsi. «Non ho mai ricevuto alcun incarico a proposito – ha riaffermato oggi – Capurso -, eppure sono un dipendente del Comune e da me si dovrebbe comunque passare, anche per evitare che l’ente sprechi risorse econimiche. In ogni caso sono certo del fatto che il Comune si deve difendere dinanzi ad un magistrato di fronte a quest’azione intrapresa da dirigenti in ogni caos rispettabilissimi. E proprio perché sono tutti e tre rispettabili, a maggior ragione serve trasparenza. Poi sarà un giudice, appuntato, ad assumersi la responsabilità della scelta e, nel caso, sono pronto anch’io a pagare l’azione risarcitoria se i fatti dovessero chiarire che io ho sbagliato. Io – prosegue Capurso - voglio tutelare sindaco, giunta e mio dirigente affinché prestino attenzione a questa delicata vicenda e si difendano dinanzi ad un giudice. Se andranno avanti con le stabilizzazioni, mi vedrò costretto ad andare in procura. Quale sia stato il parere rilasciato dal collega di Benevento non lo conosco, e non so neanche se vi sia stato un altro incarico conferito ad un altro collega. Resto del parere che la mia azione non sia contro alcuno, ma a tutela della pubblica amministrazione. Non vi è nulla di personale e neanche di politico: mi interessa solo la tutela della legalità perché, giuridicamente, ci esporremmo ad una risata collettiva nazionale».

Nel corso dell’incontro, tenutosi nella stanza del palazzo di città in cui l’avvocato Capurso ha il suo ufficio, si è presentato per alcuni minuti il comandante della Polizia locale, Antonio Modugno. Dopo un veloce, reciproco saluto, il legale ha continuato la sua esposizione dei fatti e i giornalisti hanno posto anche domande. Il dirigente si è limitato ad ascoltare e, dopo dieci minuti, ha lasciato la stanza. Domattina, alle 11, l’assessore al ramo, Pina Chiarello, ha convocato una conferenza stampa.


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