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Consulenza Amet-Amiu, Caffarella: «Incarico non opportuno, come anche i precedenti»

Mentre in tutta Italia vengono ridotte le spese per consulenza, valorizzando le competenze del personale interno alle pubbliche amministrazioni, il Comune di Trani, effettua una brusca inversione di tendenza e spende 20.000 euro per una attività che sarebbe potuta essere svolta – per tempo - dai funzionari in servizio presso Comune e/o società partecipate. Il consigliere comunale Franco Caffarella, componente della 8° commissione consiliare interessata per delega allo Sviluppo dei servizi pubblici locali ed al controllo delle società partecipate, ha presentato in proposito una interrogazione, con richiesta di accesso agli atti prodotti già negli anni passati, in merito alle scelte che il Comune di Trani intende adottare, quale socio unico, delle società partecipate.

È noto che il regolamento in materia di servizi pubblici locali, entrato in vigore con il D.P.R. n°168 del 2010, ha dato indicazioni alle Pubbliche Amministrazioni circa il nuovo assetto funzionale e gestionale delle società partecipate. Piu’ di recente, le iniziative adottate dal Governo Monti, hanno impresso una forte accelerazione a che le vecchie municipalizzate si aprano al mercato e favoriscano l’ingresso dei soci privati. Dopo aver a lungo richiesto iniziative e l’istituzione presso il Comune di un ufficio dedicato ai rapporti con le partecipate del Comune (Amet. Amiu, Aigs, Stp), apprendiamo dall’albo pretorio, che Il Comune di Trani, con una determina dirigenziale del settore Appalti, del 28 febbraio, pubblicata, per non ben chiari motivi, solo lo scorso 29 dicembre, ha ritenuto di affidare ad un professionista esterno, per un onorario di 20.000 euro, l’incarico di supporto ed assistenza tecnica delle strutture comunali che interagiscono con i servizi prestati dalle Aziende partecipate (limitando peraltro il raggio di azione alle sole Amet ed Amiu, come se AIGS e STP non fossero paretecipate) relativamente alla fase di analisi e ricognizione dei servizi pubblici locali e dei servizi strumentali. Non è in discussione il valore del professionista indicato, quanto,innanzitutto, la singolare circostanza che ha portato l’assise comunale a conoscere, dopo un lungo lasso di tempo, che l’Amministrazione Comunale, non essendosi dotata (colpevolmente) di strutture interne per svolgere questo compito, né evidentemente, ritenendo che presso le sue partecipate, ci siano competenze, all’uopo da valorizzare, affidi nuovamente ad una consulenza esterna il compito di analisi e ricognizione dei servizi pubblici locali e dei servizi strumentali e di definizione delle linee guida per le strategie di sviluppo sul mercato delle aziende partecipate. Fatto ancor piu’ grave se si rileva che, il dpr 168/2010- impone alle P.A. di prevedere una apposita unità organizzativa con funzioni di controllo e raccordo con le società partecipate e che nel recente passato erano già stati spesi soldi pubblici per attività di studio e consulenza.

Che ne è stato dello studio, con tanto di advisor, pagato dalle casse pubbliche sulla privatizzazione dell’Amet, effettuato dall’Amministrazione Avantario? A quali atti giunse il consulente nominato dal Sindaco Tarantini nella prima consiliatura 2003/2007(il dr. Forte che di Amet era stato anche presidente e Amministratore Delegato) circa lo sviluppo dei servizi locali, visto che aveva tra gli obiettivi assegnati, quello di realizzare una struttura specializzata di gestione delle singole aree di attività con capofila Amet, progettare una nuova struttura societaria di coordinamento delle aziende e dei servizi pubblici locali con il controllo strategico e finanziario delle principali decisioni di portafoglio e definizione di un piano finanziario a supporto del programma di ristrutturazione e riorganizzazione societaria delle partecipazioni aziendali? Voglio sperare che, di questi lavori si tenga conto, e ne chiedo copia, unitamente allo studio che sarà prodotto dal nuovo consulente, e vista l’accelerazione imposta dagli sviluppi della normativa nazionale di riferimento, che il Comune di Trani faccia per intero la sua parte, istituendo un ufficio dedicato alle società partecipate e definendo con certezza, le partite di debito e credito pendenti con le stesse, elemento preliminare ad ogni qualsivoglia operazione di sviluppo dei servizi legati alle società partecipate.

Franco Caffarella (consigliere comunale indipendente)


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