Ci sono sviluppi nella vicenda del giovane suicida tranese di cui si è parlato nei giorni scorsi. Lo si legge in un articolo, a firma di Antonello Norscia, sulla Gazzetta del Mezzogiorno. Tutto nasce dalla conferma del ritrovamento di un foglio di preghiere, accanto al corpo del giovane, con su scritto di cercare il motivo del suicidio su di una bozza nel suo cellulare.
Ebbene, a dire di suo padre, Gianni non era religioso e il suo gesto era insospettabile da parte di amici e parenti. Gli inquirenti, inoltre, non hanno ritrovato alcuna bozza sul cellulare del 29enne, il quale avrebbe inviato un sms al suo amico per annunciargli la sua azione. Il destinatario, noto alle forze dell’ordine per vicende connesse al giro di stupefacenti, ha dichiarato di avere letto l’sms solo il giorno seguente, quindi troppo tardi.
Ma la Procura vuole vederci chiaro, e per questo il Pm, Michele Ruggiero, vuole accertare la corrispondenza degli orari rispetto alle operazioni compiute al cellulare e all’ora della morte. Inoltre, il telefonino potrebbe essere sottoposto ad esami dattiloscopici per stabilire se ci siano impronte ulteriori oltre a quelle del carrozziere. Non è da escludere una perizia sul cellulare dell’amico, per verificare che abbia realmente letto l’sms la mattina seguente.
La procura è ancora in attesa dei risultati degli esami tossicologici, mentre il giovane, per compiere l’estremo gesto, avrebbe utilizzato una cinghia nuova presente nell’officina, il cui cellophane sarebbe stato regolarmente cestinato.
Tutte anomalie, queste, le quali ci conducono verso un giallo crescente, che, si spera, venga risolto al più presto per la serenità della famiglia segnata da questo dramma e per il meritato riposo che questo ragazzo merita.
v.m.
